Autopubblicazione: quando la selezione la fa il lettore

Autopubblicazione o self-publishing che dir si voglia, qualche consiglio di partenza occorre sempre a quanti hanno un libro nel cassetto e stanno pensando se e come pubblicarlo. Questo “guest post” è di Giovanna Maria Russo, community manager per l’Italia della piattaforma di autopubblicazione Narcissus.

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Vi siete chiesti qual è la cosa che rende agli occhi di un editore un romanzo “da cestinare”?

Quali sono gli accorgimenti da prendere, le scelte da evitare e in che modo dovrà mai muoversi uno scrittore per evitare che ciò accada? Basterà scrivere un incipit impeccabile da tutti i punti di vista? Dovrà piuttosto curare la presentazione di accompagnamento al testo? Allegare una sinossi?

Del resto, sono questi i consigli maggiormente gettonati, se si ricercano in rete risorse sull’argomento.

Nulla a che vedere con quel che accade se, invece della casa editrice, lo scrittore in questione sceglie di autopubblicarsi.

Ci avete mai pensato? Un autore indipendente, in fondo, bypassa la tensione iniziale derivante dal confronto con l’editore, evita l’ansia da rifiuto.

Costui è editore di se stesso, di conseguenza, per lui è “tutto più facile”. O quasi.

L’autore indipendente, infatti, seppur abbia a disposizione una soluzione per aggirare il vaglio della selezione editoriale, compie una scelta ben più ardua, dando in pasto il suo libro direttamente al lettore; il quale, talvolta, è più impietoso del critico più pignolo.

Paradossalmente, nel caso dell’autopubblicazione colui che compie la prima valutazione è lo stesso utente finale, dal cui comportamento dipendono in toto le sorti del libro. Sarà proprio il lettore a fare il bello e il cattivo tempo per il libro appena pubblicato, a maggior ragione se si tratta di un lettore forte, solito scrivere le recensioni e che fa parte dei “giri giusti” (voce autorevole su blog letterari e così via).

Il passaparola esiste e grazie a internet è oggi un’arma potentissima che fa parte della cosiddetta democratizzazione del processo di pubblicazione (libera pubblicazione e libero accesso ai contenuti), pro e contro compresi.

Come arrivare, allora, preparati al confronto con il lettore? Vediamolo insieme.

#0. Autopubblica un libro di qualità. Affermazione banale? Mica tanto. Al di là dei contenuti (la cui validità è soggettiva e può essere messa in discussione in qualsiasi momento), la qualità ha anche un aspetto oggettivo che risiede nell’attenzione che lo scrittore ha prestato alla cura del suo libro. Ebook o cartaceo che sia, quando penso a un libro “curato” faccio riferimento in primis al lavoro di editing (ne consegue grammatica e ortografia impeccabili) e formattazione (impaginazione e layout grafico).

È innegabile infatti, che qualsiasi lettore si infastidisca in presenza di libri con errori grossolani, sviste grammaticali o incoerenze dal punto di vista testuale; questi, tra l’altro, sono i motivi portanti delle stroncature più ricorrentemente subite dagli autori autopubblicati.

#1. Realizza una bella Copertina. La copertina è il biglietto da visita del tuo libro. Se priva delle informazioni minime (titolo e autore), impaginata male o, peggio, visibilmente troppo “rustica” (leggi pure “fai-da-te estremo”), rischia di dare l’idea che anche il libro lo sia. Se l’abito non fa il monaco, la copertina fa il libro e purtroppo l’impulso di acquisto di molti lettori si arresta proprio su quella.

Attenzione alla coerenza tra il genere del libro e le scelte grafiche: se scrivo un thriller, difficilmente il lettore di questo genere sarà propenso a un giudizio positivo verso un libro con la cover rosa pastello.

#2. Scrivi una buona Sinossi (o fattela scrivere). Una sinossi scritta bene è, usando il gergo calcistico, il “salvataggio in corner” in presenza di una brutta copertina. Perché il consiglio di fartela scrivere? Un occhio esterno, magari lo stesso che ha letto e corretto il tuo libro, può esserti molto utile a metterne in risalto al meglio i punti di forza, gli aspetti maggiormente rilevanti. Evita le sinossi lunghe, complesse, poco chiare o che svelino il finale; il peggio del peggio poi, è una sinossi che presenta errori ortografici: si veda #0.

#3. Anteprima e formati. Soprattutto se si tratta di ebook in vendita sugli store online, solitamente il lettore ha la possibilità di leggere circa il 10% del libro in anteprima, che viene estratto dalle prime pagine del libro: si veda anche qui #0 (ossia la qualità).

Devo aggiungere altro?

Perché parlo di formati? Perché se cerco un libro in ebook, ho un Kindle (o un altro ereader qualsiasi) e in rete trovo solo pdf, è molto probabile che abbia perso il mio potenziale giudizio positivo già in partenza, perché semplicemente il libro non lo compro.

#4. Attenzione agli ebook store. Se navigo le categorie di un ebook store qualsiasi alla ricerca di un thriller e vado oltre la copertina rosa pastello perché voglio leggere la sinossi, ma poi mi accorgo che tra i thriller ci è capitato uno young adult – che l’autore ha messo qui perché nella trama c’è di mezzo un omicidio – probabilmente andrò oltre. Non era comunque quello che stavo cercando.

In chiusura, e in tema di ebook store, non posso tralasciare il prezzo. Siate autocritici e onesti prima di tutto con voi stessi: mettetevi dal punto di vista del lettore e proponete il vostro libro a un costo ragionevole, soprattutto se si tratta di un contenuto di qualità: il giudizio finale ne sarà sicuramente ben influenzato.

Qual è la vostra esperienza con l’autopubblicazione? Trovate riscontro in questi consigli? Vi sono altre variabili che a vostro avviso influenzano il giudizio del lettore e che qui non sono esposte? Commentate!

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Giovanna Maria Russo, content manager e copywriter freelance, è community manager per l’Italia di Narcissus, la piattaforma di servizi per l’autopubblicazione di Simplicissimus Book Farm.

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Un Commento

  1. Un articolo ben scritto.
    Nella mia esperienza di self-publishing, ho seguito i punti che hai elencato, ed essendo anche io una lettrice assidua, sono proprio questi punti che seguo anche quando leggo un libro per recensirlo.
    È importante, secondo me, avere una o due persone fidate che leggano il tuo libro prima di pubblicarlo. Perché? Semplicemente perché quando un autore si autopubblica, spesso fa anche il lavoro di editing da solo, e molte cose sfuggono all’autore e non sfuggono invece al lettore. Aiuta molto la qualitá della pubblicazione.