Confermate le date Salone del Libro di Torino 18-22 maggio 2017; invece l’AIE farà da sé a Rho Pero

#SalTO16_Torino

L’edizione 2016 del Salone del Libro di Torino. #SalTO16

Nella riunione di ieri dei soci Fondazione per il Libro sono state confermate le date del Salone del Libro di Torino#SalTO17 si farà dal 18 al 22 maggio 2017, come era già in calendario prima che AIE tentasse il tiro mancino per scippare la kermesse libraria torinese. Il presidente della Fondazione sarà Massimo Bray.

I soci della Fondazione sono il  Ministero Beni Culturali, il MIUR, il Comune Torino, la Regione Piemonte e Intesa San Paolo. La biglietteria e gestione economica saranno in capo alla Fondazione, mentre la gestione verrà data con bando.

Tramontata definitivamente l’idea di una fiera unitaria tra Milano e Torino (con treni che portassero il pubblico tra un sito fiera e l’altro) data la pretesa dell’AIE di stand editori solo su Milano, vietando agli editori di esporre a Torino.

AIE farà da sé una fiera a Rho Pero dal 19 al 23 aprile, a carattere commerciale con la Fabbrica del Libro Spa. Il progetto sarà divulgato il 5 ottobre. Ma prima, il 28 settembre, a Bologna è in programma un incontro AIE-piccoli editori che potrebbe ancora riservare sorprese. Anche perché in questa bagarre tra TO e MI non è bene dimenticare una grande fiera, la Bologna Children’s Book Fair, che fissata da tempo per il 3-6 aprile entrerà non poco in collisione con le date dello stesso mese calate dall’alto per Rho Pero.

Ritorniamo a Torino: il Salone del Libro si fa nel segno della lettura e della bibliodiversità, cioè valorizzando l’editoria indipendente, con il sostegno degli editori firmatari del manifesto per Torino, con la neonata associazione Amici del Salone del Libro e con i firmatari dell’Appello per il Salone Internazionale del Libro, che conta ad oggi oltre 660 firme, voce di tutti, non solo dell’intellighentia, ma di autori, lettori, relatori, studiosi, editori, librai, insegnanti e studenti che da agosto scorso hanno sottoscritto l’appello (lo trovate in calce a questo post, da leggere e condividere con gli amici).

portici_di_cartaParlando di date prossime vi invitiamo tutti a Torino per Portici di Carta, sabato 8 e domenica 9 ottobre, che è la libreria più lunga al mondo allestita sotto i portici. Vi respirerete la stessa aria di festa e di entusiasmo creativo che c’è stato in questi giorni con l’edizione all’aperto di Terra Madre | Salone del Gusto. Anche questa una manifestazione – guarda caso – che vuole uscire dalle grandi lobby del potere commerciale, prediligendo la biodiversità. Ed è da riconoscere che portare Terra Madre all’aperto nella città e non più  nei locali del Lingotto ne ha guadagnato con un grande successo di pubblico. (Non scordiamo che Carlin Petrini fu il primo a dire basta agli affitti di Gl Events al Lingotto, ben prima che l’altro Salone, quello del Libro, finisse in uno scivolone giudiziario e poi conteso dall’Aie). Ci aspettiamo quindi che il successo organizzativo per Terra Madre travasi qualcosa anche sul prossimo Salone Libro Torino (rileggete quanto ne avevamo detto in precedenza).

Ora vi lasciamo all’Appello per il Salone Internazionale del Libro, da diffondere. Chiunque intenda firmare questo appello è pregato di comunicarlo a: g.gmigone@libero.it, patrizia54perrone@gmail.com

Al Circolo dei Lettori l’11 ottobre ore 18 c’è l’incontro tra i firmatari.

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Appello per il Salone Internazionale del Libro di Torino

I promotori e primi sostenitori dell’appello:

Gian Luigi Beccaria, Gian Giacomo Migone, Marinella Pregliasco, Anna Viacava, Mimmo Candito, Anna Chiarloni, Giuseppe Sergi, Paolo Bertinetti, Ferdinando Arzarello, Marco Mezzalama, Patrizia Cavani, Patrizia Perrone.

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« È davvero stupefacente che alcuni editori, in virtù della loro forza di oligopolio e sulla spinta di un risultato elettorale, possano illudersi di mettere sotto il braccio una realtà costruita negli anni – ormai sono quasi trenta – dalla passione di centinaia di migliaia di persone, partecipi e presenti, e portarsela da un’altra parte.

Un grande evento, il Salone di Torino, nato e cresciuto a Torino, unico in Italia, al centro di una rete di rapporti internazionali, è riuscito a mettere in comunicazione la cultura nelle sue espressioni più alte e anche più impegnative con il vasto e crescente pubblico che attraverso la passione per il libro vi si accosta e contribuisce ad arricchirla.

Fin dal suo inizio, il Salone è diventato il naturale e ricorrente terreno d’incontro tra autori e lettori, con beneficio e fattiva partecipazione dei loro editori piccoli e grandi, talora minuscoli, di libri in formato cartaceo ed elettronico, con il fattivo sostegno dei librai culturalmente più avvertiti che ne hanno distribuito capillarmente le opere in quello spirito generale di indipendenza e libertà che occorre sempre più tutelare.

Si programmi il prossimo Salone riflettendo su alcuni elementi di novità nel solco di quanto già costruito, in particolare:

1. Rafforziamo l’apertura verso il resto del mondo, confermando la tradizione del paese ospite e delle presenze regionali e locali.

2. Raccogliamo la proposta, da più parti ventilata, di una sorta di “Terra Madre” dei libri, chiamando a raccolta editori piccoli e grandi del mondo intero, gelosi della loro indipendenza e libertà messe talvolta in forse da condizioni avverse.

3. Proponiamo di anno in anno una idea-forza, una parola-tema, che colga un problema storicamente ineludibile per il presente e per il futuro.

4. Scegliamo, durante l’anno, alcuni libri che possano essere discussi da gruppi di lettori sparsi per il mondo – secondo un’abitudine sempre più diffusa in numerosi paesi – da chiamare ad un incontro collettivo.

Pur nella consapevolezza di alcuni errori del passato che hanno determinato costi ridondanti e procedure gestionali non trasparenti, chiediamo a tutti coloro che nel tempo hanno contribuito alla costruzione, al prestigio e al continuo arricchimento culturale del Salone del libro di Torino di guardare avanti, senza attardarsi in sterili nostalgie e inutili polemiche.

Noi tutti, autori, lettori, relatori,studiosi, editori, librai, insegnanti, studenti, rimotivati dalle difficoltà attuali, dobbiamo trovare la forza di mantenere e consolidare i principi che il Salone di Torino ha negli anni tutelato e promosso. »

21 agosto 2016

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3 Comments

  1. Non ho mai visitato il salone del libro di Torino ma fin dall’inizio questa diatriba con Milano mi ha messo una grande tristezza. Nel 2016 siamo ancora qui a muoverci piccole meschine guerre di territorio, eterni guelfi contro ghibellini, quando insieme potremmo invece fare grandi cose.
    Poi ci stupiamo perché l’Italia non è competitiva e affonda sempre più.

    • Elena Asteggiano says:

      Infatti, Alberto, hai ragione, è una grande tristezza e intanto gli italiani leggono sempre meno.

  2. Pingback: Portici di Carta per un fine settimana 8-9 ottobre sotto la Mole | eBookReader Italia