Cronaca di un «integrazionista mediatico» al Salone del Libro [ #SalTO14 ]

booktothefuture2Adattamento. Il mio Salone del Libro si è aperto quest’anno all’insegna dell’adattamento. Adattamento a un clima, che avevo sempre immaginato ma mai sperimentato, le cui uniche costanti sono il libro e l’editoria.

Tanti eventi da seguire per ogni singolo giorno (l’agenda della mia app del Salone, con tutti gli appuntamenti segnati, era stracolma), talmente tanti che ad alcuni non sono proprio riuscito ad andare. Mi riprometto per il prossimo anno di ottenere il dono dell’ubiquità.

A parte la mia totale ed evidente incapacità di strutturare una tabella di marcia degna di questo nome, il Salone del Libro è comunque una macchina imponente da sostenere, ma anche da vivere.

Organizzato lungo enormi padiglioni, il Salone, oltre a ospitare gli stand (alcuni più piccoli, altri decisamente più maestosi) della maggior parte di case editrici e gruppi editoriali presenti sul territorio nazionale e non, ha dato la possibilità di seguire seminari, tavole rotonde, presentazioni di volumi, incontrare personaggi noti dell’ambiente editoriale, ma anche scrittori di spessore e successo (Luca Bianchini, Massimo Gramellini, Clara Sánchez) e… cuochi e opinionisti che hanno deciso di cimentarsi con la scrittura.

Interessante la visuale sulla condizione attuale del libro fornita durante l’incontro di venerdì 9 maggio intitolato Lo stato delle cose: presente e futuro del libro in Italia, a cui ha partecipato, tra gli altri, Romano Montroni, neo-presidente del Centro per il Libro.

Come anche la riflessione sui nuovi ruoli nell’esperienza digitale di cui hanno parlato Edoardo Brugnatelli (Mondadori – aNobii) e Sandra Furlan (Mondadori – Open Road).

Librai al passo con i tempi (foto app #salTO14)

Librai al passo con i tempi (foto app #salTO14)

Un intero angolo è stato dedicato alla lettura in digitale e agli strumenti per svilupparne ulteriormente le potenzialità, un angolo in cui si sono succeduti molti incontri sul futuro digitale dell’editoria. Ecco che nello spazio denominato Book to the future è passata anche la nostra Elena Asteggiano in veste di moderatrice dell’incontro intitolato: Librai al passo con i tempi: se le librerie si rinnovano vendendo ebook.

Qualche device di lettura in giro per gli stand di alcune case editrici: Kobo nello stand Mondadori e in quello Sperling & Kupfer, Pocketbook in quello di Ibs e, per mia sorpresa, Kindle in quello di Giunti che vende l’ereader di Amazon (e tutto gli accessori del caso) in esclusiva nelle sue librerie Giunti al Punto. Non dimentichiamo poi gli Onyx presso l’#ebookcafé allestito dall’editore digitale Quintadicopertina.

Scrivendo anche di editoria digitale, tutto questo mi rincuora un po’, già il solo fatto che se ne parli è positivo. Spero, quindi, che l’anno prossimo l’interesse dei lettori verso la lettura digitale a inchiostro elettronico sia cresciuto talmente tanto da far sì che lo spazio dedicato a ereader e tecnologia per la lettura in genere sia ancora maggiore. Dopotutto, nel tempo, sono diventato un inguaribile «integrazionista mediatico», voglio che carta e digitale si stringano la mano e coesistano, e non che si combattano tra di loro.

Tre giorni, quelli passati qui al Salone della mia bella Torino, di novità tecnologiche e profumatissima carta.

Nonostante la confusione, la frotta di bambini con copricapi a forma di Peppa Pig accompagnati da insegnanti agghindate sorprendentemente allo stesso modo, nonostante i mille corridoi che mi sembravano tutti uguali, la mia cartina (sia quella dell’app, sia la tradizionale cartacea) che pareva volermi consapevolmente confondere, i tanti, troppi “operatori di volantinaggio”, le lunghe file per un misero caffè e quella per ascoltare – in piedi ma con sommo piacere – Luigi Spagnol e Stefano Bartezzaghi che parlavano dei processi di traduzione della saga di Harry Potter, nonostante tutto questo, ce l’ho fatta. Sono sopravvissuto.

Si è trattato solo di adattamento.

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