Dopo Twitter, Obama va online con Kindle

Che il Presidente degli States fosse innovativo, in più campi, lo aveva già dimostrato in passato. Le sue idee e gli obiettivi messi in chiaro durante le sue campagne elettorali  avevano fin da subito fatto intendere che, per un verso o per l’altro, il nuovo inquilino della Stanza Ovale sarebbe stato “differente” dai suoi predecessori.

Oggi, al suo secondo mandato da Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, dopo aver sorpreso tutti con il suo sbarco sui social network, Twitter in particolare, pubblica un libro di “confessioni” su Kindle Single (piattaforma Amazon in cui vengono pubblicati singoli articoli di stampo giornalistico o di saggistica, più brevi di un romanzo o simili, ma più ampi e dettagliati di articoli da magazine).

Intervistatore d’eccezione David Blum, ex inviato del «Wall Street Journal», e attuale responsabile del comparto editoriale dell’azienda di Jeff Bezos.

Sulle prime il fulcro dell’intervista sembra essere l’economia e il suo stato attuale, ma basta poco per rendersi conto che anche molti aspetti della vita privata del presidente, o alcuni personalissimi giudizi sugli ambiti più diversi, vengono abilmente messi in primo piano: riferimenti all’educazione voluta per le sue due figlie – parlando della quale Obama rimarca l’invasività del mezzo televisivo nello sviluppo culturale odierno –, l’impegno per il ricollocamento della classe media americana all’interno dell’economia del Paese, ma anche il suo giudizio sulla crisi che colpisce, ogni giorno di più, il settore dell’informazione giornalistica, anche da un punto di vista tecnologico, al cui passo non tutte le testate riescono a star dietro. Il riferimento allo stagnamento economico statunitense, ma anche a livello più globale, è palese, e a tal riguardo il Presidente sostiene: «Niente tornerà più come prima, bisogna cambiare per andare avanti».

L’ebook, costituito da una sorta d’intervista informale, non ha tuttavia mancato di suscitare reazioni contrastanti. Soprattutto a seguito di un discorso pronunciato da Obama la settimana scorsa dallo stabilimento Amazon di Chattanooga (Tennessee): in particolare, l’ABA (American Booksellers Association) ha ritenuto “sconveniente” che il Presidente fosse così “intimo” con un’azienda che ha stabilito una sorta di monopolio di stato, che ha messo in ginocchio le librerie indipendenti e il mercato editoriale in sé e che viene incensata per aver creato un modello di creazione di posti di lavoro – sempre a detta dell’ABA – “tristemente fuorviante”.

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