Ereader e tablet vissero insieme (forse) felici e contenti

Abbiamo inaugurato sul nostro blog il nuovo canale dedicato a Tablet (e dintorni).
Il lancio è avvenuto con una recensione e di proposito non si tratta di un dispositivo di marchio noto che cerca di andare in prima pagina a colpi di marketing strategico, ma di un tablet con una proposta in più: EdiTouch, una tavoletta pensata per l’apprendimento degli studenti dislessici.
Vi dà già idea delle scelte di campo del nuovo canale: la nostra è una info-tech legata ai temi della lettura e dell’apprendimento, non un’informazione tecnologica fine a se stessa, che cavalca sondaggi pseudoscientifici o rincorre la notizia generalista (che tutti hanno già dato) sull’ultimo gadget uscito.

E chi pensava fossimo integralisti dell’e-ink si dovrà ricredere. Seguiamo dove va la lettura e, sebbene i tablet – per schermo retroilluminato e per la loro essenza stessa multitasking – siano gli strumenti meno idonei per leggere, non intentiamo battaglia e non gli faremmo mai fare la fine che vi propone questo video dei tritatutto della statunitense Blendtec. :-0

Video tratto da YouTube: Will it Blend? iPad Mini vs Kindle Fire HD vs Nexus 7

Ma di che cosa tratterà il nostro canale Tablet (e dintorni)?

Parlerà di tablet, quelli retroilluminati (tanto per intenderci), ma dal punto di vista delle App per la lettura e l’apprendimento.
E i “dintorni” lambiranno quanto riguarda la lettura in mobilità che viaggia anche sugli smartphone, quindi oggetto dei nostri post potranno essere anche smart e phablet (quei “piastrelloni” da 5 pollici e più, che hanno in sé doppia anima di phone e tablet).
Intendiamoci, tutte le notizie sui tablet e sugli smartphone a livello di caratteristiche tecniche e review complete le trovate su molti altri siti nati per questo.
Noi non faremo recensioni a 360° sull’ultimo Kindle Fire uscito o sul nuovo Nexus oppure sul Mini iPad, né presentazioni del Samsung Galaxy Note 2 oppure dell’iPhone 5. Copriremo invece quello spazio di informazione che riguarda puramente le applicazioni di lettura, i reader da tablet e da smart, le app dedicate degli ebookstore che si stanno facendo concorrenza in Italia, le features di quegli smartphone che possono magari essere una utile consolle per gestire come blogger la propria pagina o per agire in mobilità con programmi di crossmedia publishing. Insomma, il “dintorni” ammetterà nel blog tutti i temi su smart e tablet ma sempre in ordine all’editoria digitale e alla lettura.

È vero, dall’uscita nel 2010 dell’iPad qualcosa è davvero mutato. La pubblicità strillata che reclamizza gli schermi retroilluminati a colori e va a detrimento degli schermi in bianco e nero, anche se illuminati, non fa che confondere i lettori.

Noi del blog siamo per la “lettura profonda” su inchiostro elettronico – lo sapete -, e se l’editoria sembra ancora sottovalutare la specificità di questa tecnologia dirigendosi a capofitto verso App e tablet, saremo proprio noi a ricordarle che per il 2013 è annunciato il secondo ereader a colori (quindi il lancio al consumo non sarà così lontano) e che per lo stesso anno usciranno gli smartphone a doppio schermo, cioè quei double face che da un lato hanno schermo lcd e dall’altro schermo e-ink adatto per la lettura.

Possiamo abbandonare i lettori in balìa delle mode senza una visione critica di hardware e software per la lettura? Certamente no.
Apriamo il canale Tablet (e dintorni) anche per contrastare quella modalità tutta italiana di trattare un tema riducendo il dibattito ad antagonistiche tifoserie (del calcio) che anche nel nostro settore contrappongono tablet a ereader, libri a ebook.

Forse non importa davvero su quale supporto leggi, ma che cosa leggi e soprattutto se leggi.
Ecco, sappiamo che anche in questa sfida ci seguirete.


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12 Comments

  1. Neanche a farlo apposta, proprio qualche mese fa auspicai la creazione di un device che avesse entrambi gli schermi. Ottima idea quella di allargare ai tablet, che sono pur sempre dei dispositivi fatti (anche) per leggere. Come dice giustamente Elena, l’importante è che si legga, per cui inutile fingere che i tablet non servano anche a questo. Il Kindle Fire HD e l’iPad sono ottimi come risoluzione e le riviste acquistano notevolmente su tablet, specie quelli grandi. Senza contare che i problemi dei PDF non esistono su dispositivi tipo l’iPad. Personalmente, non ho molto fastidio leggendo su tablet, ma preferisco di gran lunga l’ereader per libri e romanzi in generale. Vuoi per la leggerezza, vuoi per una somiglianza non sospetta con la carta, ma soprattutto perché si tratta di dispositivi dedicati e non multitask. Fin troppe volte, in assenza del mio ebook reader, quando ho letto su tablet ho poi divagato a destra e a manca tra applicazioni, musica, internet e via dicendo. A parte forse il caro vecchio libro stampato, infatti, nulla fa immergere di più nella lettura di un reader ad inchiostro elettronico. Tra i tanti che ho avuto modo di provare, devo dire che il Kindle Fire HD ha l’esperienza di lettura più gratificante, se parliamo di tablet. Il fastidio agli occhi mi sembra più limitato ed è perfettamente integrato con l’ecosistema Amazon. Fin troppo purtroppo: fintanto che non amplieranno il parco applicazioni e non implementeranno un adeguato reparto video rimane un ibrido ben al di sotto delle sue possibilità. Va ricordato che la forza di un dispositivo di questo tipo sta sì nella performance tecnologica, ma anche e soprattutto nel numero e nel tipo di contenuti ai quali si può accedere.

    • Patrizio, mi fai ritornare in mente l’eDGe dell’Entourage del 2010 che aveva doppio schermo, lcd e e-ink, prezzo proibitivo e si vide arrivare l’iPad: spazzato via.
      Ma vedi che già si parla degli smart a doppio schermo, e quanti leggono sul telefonino, anche su schermi ridottissimi da 4 pollici lcd. Immagina quanto saranno più adatti schermi da 4 o 5 pollici e-ink.

      • Leggo oggi che gli ereader a inchiostro elettronico sono a rischio. Pare ci sia un calo generale del 40%. Con l’abbassamento dei prezzi e i nuovi tablet da 7″, chi ha un budget limitato si butta su questi ultimi. È vero che l’esperienza di lettura è migliore con l’eink, ma è pur vero che -dovendo scegliere- è più logico acquistare un piccolo tablet sul quale si può leggere e fare tanto altro piuttosto che un ebook reader sul quale si può leggere e basta. Forse il doppio schermo sarà l’unica soluzione per non far morire l’eink, proprio ora che sta prendendo finalmente piede. Noto però con piacere che mai come quest’anno molti ‘lettori cartacei’ stanno provando a fare il salto verso l’elettronico. Speriamo bene.

  2. Anche io auspicavo un valido “tablet” a “double face”( tra i 6” e i 10”) dove da una parte uno schermo e-ink solo per leggere e con funzioni essenziali inerenti a tale scopo (dizionario,organizzazione layout e caratteri, sottolineature, segnalibro ecc.), possibilmente “illuminato” e a colori (leggere un libro in cui abbondano immagini di quadri o foto, il colore è preferibile) , Dall’altro lato, uno schermo retroilluminato tipico di tablet e smartphone su cui, con adeguata velocità, svagarsi, lavorare, disegnare, vedere filmati e foto, informarsi o …perdere tempo. Molti non trovano difficoltà a leggere libri anche per lungo tempo su schermo retroilluminato (pc o tablet), credo si tratti di una questione di abitudine. Il vero problema del tablet lo individuerei in due punti, il primo è il fastidioso riflesso che spesso la luce ambientale (esempio: una giornata assolata) ne impedisce una decente lettura di un libro (anche se con schermo antiriflesso), il secondo punto è la durata della batteria: il tablet dopo 7-10 ore si scarica, mentre l’ebook reader arriva anche a più di 50-55 ore di uso continuativo. Quindi un tipo di device di questo tipo accontenterebbe tutti, sia il lettore amante dell’effetto carta simulata da leggere ovunque, sia chi non può fare a meno di avere sempre con se uno strumento multimediale, di lavoro e informazione, operazioni, che fino a poco tempo fa, si potevano fare solo ricorrendo al pc..Penso che se ne vedranno di sviluppi, poiché tra (i più o meno prossimi) fogli elettronici pieghevoli e realtà aumentata chissà che non avremo “anche” la possibilità di leggere libri indossando “solo” occhiali.

  3. Seguo l’evoluzione del personal computer, da appassionato, dall’uscita del VIC 20 in Italia. Ho ritenuto l’arrivo degli E-reader a inchiostro elettronico una rivoluzione simile a quella dell’avvento della fotografia digitale. Finalmente si può leggere in maniera comoda, senza problemi di caratteri troppo piccoli e di spazio per la libreria.
    Non sono ancora riuscito a capire ancora la vera utilità di un tablet (a parte quella di girovagare per internet o leggere una rivista). Costano troppo per quello che fanno, a meno che uno non li usi per leggere molte riviste al giorno o a scopo di presentazioni multimediali “al volo”. Non è possibile utilizzarli, in modo produttivo, per attività office o qualsiasi altro impegno impportante (videografica, cad, fotoritocco, programmazione). Restano ,a mio parere, un gadget tecnologico al pari dei telefonini usati per fare di tutto, tranne che per telefonare……

    • Beh, sicuramente dipende da ciò che ci si aspetta dai tablet. L’errore madornale è di considerarli un sostitutivo del PC o del netbook (quello sì, davvero poco utile, tant’è che passata l’ondata iniziale di entusiasmo stanno sparendo dagli scaffali). Il tablet non è creato per creare contenuti, è creato per usufruirne. Un PC desktop/portatile rimane insostituibile per elaborare contenuti più o meno ‘seri’-almeno per ora, poi vedremo con l’avanzare della tecnologia-, ma la libertà di fruizione che dà un tablet è impagabile. La cosa curiosa è che, nonostante siano dispositivi portatili, la maggior parte degli utilizzatori li usa sul divano di casa: senza dover accendere il pc, si hanno a portata di mano posta, contenuti interattivi, internet, giochi, libri, riviste, musica, file PDF adeguatamente grandi per essere consultati senza laboriosi reflow e tutto quanto si potrebbe consultare seduti al PC di casa. Non a caso, nella concezione di Steve Jobs tutto era considerato parte integrante di un Mac fisso. iPod, iPad e affini, in sintesi, erano stati concepiti come dispositivi che gravitano intorno a un dispositivo fisso dal quale ‘prendere’ contenuti e portarli in giro. Solo ultimamente stanno diventando strumenti quasi indipendenti, ma solo nel senso che non hanno più bisogno di un Mac o un PC per aggiornarsi, sincronizzare contenuti e scaricarne di nuovi. L’elaborazione di dati, specie di un certo tipo (vedi Autocad) rimane appannaggio dei computer fissi. Cose più semplici, come il fotoritocco e la videoscrittura, cominciano ad essere facilmente realizzabili anche tramite tablet. Senza voler togliere a nessuno, ovviamente, attenzione anche al tipo di tablet. Pagarlo meno significa anche avere molto meno. In quel senso, sono d’accordo che ritrovarsi tra le mani un aggeggio colorato da quattro soldi e pochi contenuti non serva a nulla.
      Quanto agli ebook, il problema è proprio il costante confronto che molti ingenuamente vogliono fare coi tablet. Niente è più sbagliato: sono prodotti diversi, con finalità diverse. È assurdo sentire gente che dice che gli ebook reader non gli piacciono perché sono in bianco e nero! Tempo fa feci notare proprio qui quanto siano gli stessi rivenditori a sbagliare collocazione degli ebook reader. Insistono nel metterli nei reparti in cui ci sono tablet e PC -creando associazioni mentali inutili nella clientela- quando invece dovrebbero andare nel reparto libri. Li sì che farebbero la figura di cui sono degni.

    • carloc54 non hai affatto torto a dire “per quello che fanno” perché è vero che fanno di tutto un po’ ma tutto a metà (non dirlo a me che lavoro sui testi, ogni tanto c’è da impazzire). ma sai, credo proprio che la loro immediatezza sia l’elemento vincente: hai presente quando uno per vedere la posta doveva accendere il pc e poi aspettare che “tritasse” per minuti e minuti prima di diventare operativo? adesso con un tablet, ovunque tu sia, tiri su la copertina e hai internet in tutte le sue varietà.
      Che poi sia un vantaggio oppure una nuova schiavitù, è tutto da decidere. :-)

  4. Lone reader says:

    Straquoto l’ultima frase di Patrizio

    • sì, patrizio, gli ereader dovrebbero essere nel reparto Libri, e possibilmente accesi e carichi di corrente e di ebook, perché vuoti non si sa proprio come capirne l’uso.
      Dimenticavo: a disposizione, non dentro una teca chiusa a chiave!
      Se poi riescono anche ad avere librai informati sugli ereader, riusciranno anche a venderli (sembra lapalissiano doverlo dire, ma bisogna pur dirlo).
      Pensate che il mio primo ereader – un iLiad dell’iRex – l’ho comprato esposto nel reparto telefonia… e nessuno sapeva dirmi come funzionava. E sembra passato un secolo.

  5. Ciao a tutti,
    anch’io credo che vivranno (spero) insieme felici e contenti, per la semplice ragione che ognuno di noi ha esigenze diverse. Un prodotto che riesca ad unire i pregi dell’uno con i pregi dell’altro la vedo complicata. Poi bisogna tenere conto anche dei nuovi formati dei libri. Per esempio, proprio in questi giorni Narratore.It propone un Audio-eBook (gratuito) in formato ePub3. Molto interessante per gli studenti con difficolta’ di lettura. Insomma, siamo ancora all’inizio dell’avventura.
    Un saluto e auguri alla Redazione.
    Iacopo