Fairphone 1: stop ai pezzi di ricambio e agli aggiornamenti

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Coltan e metalli impiegati nell’industria tecnologica e dei telefonini: estrazione dei metalli conflict free. (fairphone.com)

Il primo smartphone a produzione equa, il Fairphone 1, non sarà più supportato negli aggiornamenti e nei pezzi di ricambio. Questa è la comunicazione arrivata ai clienti e poi sul blog ufficiale di Bas van Abel, fondatore e CEO di Fairphone. Prodotto nel maggio 2013 il Fairphone 1 fu il primo smartphone i cui materiali fossero scelti vigilando su una filiera etica, cioè i «metalli conflict-free» provenissero da aziende che in territori africani (Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e l’area dei Grandi Laghi africani) non fossero colluse con i signori della guerra locali o con aree di estrazione non rispettose dei minimi diritti dei lavoratori. Anche le lavorazioni industriali asiatiche della Fairphone si rifanno a un codice etico della Ong.

fairphone1_2013Il Fairphone si caratterizza per la sua modularità: è cioè costruito con parti sostituibili e la riparazione può essere portata a termine sostituendo singoli moduli, allungando così la vita dello smartphone e in certi casi anche il suo upgrade, quando previsto dalla casa madre.

Finita la produzione con la società Guohong, Fairphone si è rivolta per i pezzi di ricambio di ogni componente ai singoli fornitori e per piccoli quantitativi su stime in base al parco macchine in uso. Questo ha però fatto lievitare i prezzi dei ricambi rendendo non più sostenibile la situazione.

Fairphone decide dunque di avviare su binario morto il suo primo prodotto, chiedendo ai clienti pionieri – che per primi hanno dato loro fiducia – di continuare a utilizzare i propri telefoni per quanto possibile (l’assistenza e i consigli di manutenzione via email continueranno). Il tutto per salvaguardare il resto della ricerca dell’azienda e gli investimenti sul Fairphone 2 e sui prodotti a venire.

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Fonte:

Fairphone

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