Firmato il decreto Fondo straordinario per l’editoria da 45 milioni di euro

È stato firmato nei giorni scorsi da Luca Lotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria, il decreto sul Fondo straordinario all’editoria per gli interventi di sostegno per l’anno 2014 che prevedono risorse per circa 45 milioni di euro. Gli incentivi per le imprese editoriali riguardano l’innovazione tecnologia e digitale, gli incentivi per le nuove assunzioni, i prepensionamenti per ristrutturazioni aziendali che prevedano revisione dell’organico, e forme di ammortizzatori sociali. I fondi saranno destinati soprattutto a imprese editoriali con testate giornalistiche, ma alcune norme sono applicabili anche al settore librario.

Le priorità di intervento del decreto sono:

– l’innovazione tecnologica e gli incentivi per start up per investimenti da 7,5 milioni, anche per editoria libraria

– il compenso minimo garantito per i giornalisti, soprattutto freelance  e precari (in modo che un pezzo di 1600 battute venga retribuito con 20,8 euro, contrastando così quei service editoriali che sottopagano un articolo con 3-4 euro)

– sgravi fiscali per nuove assunzioni per 11 milioni di euro: viene data attenzione alla nuova occupazione con sgravi al 100% per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, al 50% per le assunzioni a tempo determinato e ulteriori incentivi per la trasformazione del tempo determinato in indeterminato con sgravi retroattivi, e l’obbligo di trasformare il 20% dei contratti a tempo determinato in indeterminato, pena il blocco all’erogazione dei contributi per l’azienda

– i contributi destinati ai prepensionamenti per ristrutturazioni aziendali che tocchino l’organico, ma con il vincolo di una assunzione a tempo indeterminato per ogni tre prepensionamenti

– il divieto per quanti accedono ai prepensionamenti di riaccendere contratti di lavoro come dipendenti o come lavoratori autonomi con la stessa azienda che ha usufruito del Fondo

– la preclusione a ricorrere al Fondo per quelle aziende che non rispettino le direttive dell’equo compenso giornalistico e che assegnino bonus o premi ai dirigenti mentre sono in corso drastiche misure di risparmio sul lavoro giornalistico.

Con queste poche note riassuntive chiudiamo la notizia sul decreto, in attesa di esaminarne più a fondo il testo.

Rimangono alcune considerazioni da tenere presenti quando si parla del comparto editoriale e della crisi che lo interessa. In grafici ne ha tracciato le ultime tendenze datamediahub.it in Gruppi editoriali: il crollo dei bilanci in sei grafici e nell’esamina poi sui tagli del personale dal 2009 al 2013. Lettori in calo sulla carta e crollo dei ricavi pubblicitari sono solo due aspetti che segnano la presente congiuntura negativa per gli “imperi di carta”.

Senza scordare che l’altra partita tutta da giocare sarà il riordino dei finanziamenti diretti e indiretti per i giornali (qui i dati governativi dei contributi all’editoria).

Questo decreto Fondo straordinario editoria sembra riportare l’erogazione dei finanziamenti a un maggiore rispetto di un do ut des tra Stato e imprese editoriali, a richieste di impegno a favore di nuove assunzioni e a combattere il malcostume tutto italiano di far “uscire dalla porta” alcuni dipendenti pre-pensionandoli per farli poi “rientrare dalla finestra” con contratti da consulenti o lavoratori occasionali.

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One Comment

  1. Piovono commenti in due discussioni aperte su LinkedIN ( #sapevatelo )

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