Giorno della memoria, 27 gennaio 2016: le mappe digitali delle “pietre d’inciampo”

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della memoria, data simbolo per commemorare le vittime della Shoah.

Ritornano alla mente le parole di Primo Levi: «Meditate che questo è stato».

Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz, in Polonia, svelando agli occhi del mondo gli orrori più cupi del nazismo. Il Giorno della Memoria è istituito «per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» (gov.it).

pietredinciampoIl digitale aiuta a fare memoria. Navigando in Rete abbiamo notato che non esiste un progetto unitario di mappa condivisa sulle “pietre d’inciampo” (in tedesco Stolpersteine). Sarebbe da patrocinare per richiamare l’attenzione sulla memoria diffusa nei nostri centri urbani attraverso queste installazioni. Si tratta di una targa di ottone posta su una pietra del selciato della dimensione di un sampietrino su cui vi sono incisi il nome di una vittima del nazismo, con data di nascita, giorno dell’arresto e deportazione, data della morte (quando è conosciuta). Viene posta nei pressi dell’abitazione del deportato oppure là dove è stato catturato dai nazisti o dai fascisti. L’iniziativa si è avviata dagli anni Novanta a Colonia su idea dell’artista tedesco Gunter Demnig e si è diffusa in molte città europee.

Nelle pietre d’inciampo ci si imbatte mentre si cammina ed ecco che chi passa pensa alle parole di Primo Levi: «Meditate che questo è stato».

Segnaliamo qui le mappe digitali, spesso interattive e corredate dalle biografie dei deportati e di fotogallerie sulle installazioni, che riguardano le città di Roma e Torino (il Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà – Torino vi ha dedicato un pagina Facebook), entrambe sono un work in progress tutto da aggiornare. Ne abbiamo poi trovata una terza che comprende più regioni italiane.

Milano non ci risulta abbia aderito all’iniziativa pietre d’inciampo.

Come strumento digitale che tiene insieme ricerca e memoria c’è poi sempre wikipedia, la pagina dedicata ricordiamo che può essere aggiornata da wikipediani e no.

Vi chiediamo, come di consueto, di segnalare qui nei commenti altre mappe come queste, se esistenti, che completino la mappatura italiana. E se vi imbattete in una pietra d’inciampo oppure andate a rendervi omaggio visualizzando le mappe sul vostro smartphone mentre siete per via, postate pure sulla nostra pagina Facebook una fotografia che ritragga la pietra d’inciampo, precisando città e luogo.

Per non dimenticare.

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