I NO del digitale a scuola, ovvero: contro un certo uso delle tecnologie nella didattica

Mentre in questi giorni l’estate si fa arroventata per il mondo della scuola, che vede in partenza la raccolta firme per un referendum abrogativo della riforma #laBuonaScuola, noi torniamo sui temi del digitale a scuola con questo “guest post” di Marco Dominici, editor presso Alma Edizioni e autore del libro Il digitale e la scuola italiana (Ledizioni, 2015, pp. 59, disponibile anche in formato epub).

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Il web è pieno di articoli, video e interventi su quanto sia importante per la scuola favorire l’utilizzo del digitale in classe; quello che si dice molto meno è una semplice constatazione che sta però alla base di molti degli errori in cui è facile imbattersi nella realtà didattica di ogni giorno: il semplice uso delle tecnologie non è sufficiente a creare le condizioni ideali perché l’apprendimento ne tragga necessariamente un beneficio. Questo per due ragioni: la prima è che il digitale in sé non indica solo uno strumento, quanto piuttosto un processo cognitivo, un insieme di logiche, dinamiche e spazi di interazione e comunicazione con le loro regole precise e una loro grammatica.

digitale_e_scuola_italianaLa seconda ragione è che l’uso tout court del digitale porta con sé molti fraintendimenti che raramente vengono presi in considerazione.

Parafrasando Montale, potremmo quindi dire che prima di tutto è bene cercare di capire «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», anche quando si parla di tecnologie e didattica, e a tale riguardo rimane quanto mai attuale una tabella che ho trovato qualche tempo fa su teachbytes.com in cui si contrappone il semplice utilizzo della tecnologia in classe alla sua integrazione nella pratica didattica. Sintetizzo qui di seguito una serie di pratiche non virtuose da evitare accuratamente ancora prima dell’ingresso in aula di qualche ordigno digitale:

  • NO all’uso casuale, arbitrario, spesso improvvisato delle tecnologie;
  • NO alla tecnologia in classe solo per dire «abbiamo il digitale» e magari la si usa rendendo più complicate attività che sarebbero più semplici senza la tecnologia;
  • NO se la tecnologia viene usata per istruire lo studente su un dato contenuto;
  • NO se si passa più tempo a imparare come usare le tecnologie;
  • NO se la tecnologia viene usata per lo più dagli insegnanti o dagli studenti ma individualmente;
  • NO se la tecnologia viene utilizzata solo per erogare informazioni;
  • NO se la tecnologia è marginale nel processo didattico.

Ovviamente, ogni negazione reca con sé il suo contrario; basterà quindi leggere in modo speculare la suddetta lista per ricavarne le pratiche virtuose da attivare.

Riporto qui di seguito la tabella in una mia personale rielaborazione e traduzione dall’inglese, ma naturalmente raccomando la visione della versione originale.

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uso_della_tecnologia_a_scuola

 

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[ traduzione e libero adattamento di Marco Dominici della tabella tratta da teachbytes.com ]

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Marco Dominici su Twitter è @mediadigger; in Rete lo trovate nel suo blog leggoergosum e su medium.com nello spazio di aggiornamento al suo libro. 

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