“Il posto delle pallide nebbie” di Loris Vercelli [ #EbookIncipit ]

La rubrica #EbookIncipit di eBookReaderItalia.com è un appuntamento con gli ebook autoprodotti, il selfpublishing, e con i libri pubblicati in solo formato digitale. Leggerete qui l’anteprima di ebook distribuiti in proprio oppure attraverso piattaforme selfpub, ma anche progettati da “editori 100per100 digitali” o in collane solo digitali di editori tradizionali. Non parliamo addosso a un autore e ai suoi scritti, invece vi offriamo in lettura l’incipit della sua opera, un’anteprima delle prime tre “cartelle” – come si dice in gergo editoriale – cioè 5400 battute.

In #EbookIncipit è l’autore a mettersi in gioco con i brani d’inizio del suo ebook. Il titolo che vi proponiamo oggi è…

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Il posto delle pallide nebbie

di Loris Vercelli

Non ho nulla contro la prosa «alta», che di solito

descrive persone straordinarie in circostanze ordinarie,

ma sia come lettore sia come scrittore, mi interessano molto

di più le persone ordinarie in circostanze straordinarie.

(Stephen King)

copertina_luluI

Parigi, ottobre 2008

È arrivato presto quest’anno l’autunno – pensa Marcello osservando le foglie trascinate dal vento sul boulevard St. Michel mentre si gode, seduto al tavolino del caffè, l’ultima mezzora di luce di una giornata pigra in cui non ha praticamente combinato nulla. Il cameriere si avvicina portandogli l’ordinazione: un croque monsieur e una bottiglietta di Perrier.

Nonostante i primi freddi, il dehors del caffè è gremito di turisti.

Marcello si guarda intorno. Ama quella città che da molti anni ormai è diventata la sua. Poco più avanti, a una decina di metri dal dehors, le auto sono ferme al semaforo dell’incrocio con boulevard St. Germain. Bobo, l’enorme cane di Marcello, è accucciato ai suoi piedi, sotto il tavolino e pare del tutto disinteressato alla vita che scorre intorno a lui. Marcello si sporge sotto il tavolo e lo chiama: «Bobo, le nostre ordinazioni sono arrivate». Il cane alza pigramente la testa e si sposta un poco per lasciare lo spazio al piattino che Marcello sta posando in terra davanti al suo muso. Lascia cadere il sasso che, come sempre, tiene in bocca, ed inizia lentamente, senza modificare la sua posizione semi-sdraiata, a mangiare il suo croque monsieur.

Marcello sorseggia la sua Perrier e si guarda intorno. Davanti a lui una massa di passanti procede veloce. Un’accozzaglia di lingue che si rincorrono e si confondono, come sempre nelle vie di Parigi. Nel tavolino accanto a Marcello una coppia di giapponesi sta litigando animatamente, poco più in là una ragazza bellissima, forse una modella, sorseggia il suo tè. Alle sue spalle un gruppo di turisti italiani occupa un paio di tavolini chiacchierando ad alta voce.

Marcello tenta sempre di ignorare i turisti italiani. Ormai da oltre vent’anni vive a Parigi e, pur sentendosi offeso dal senso di superiorità che ogni francese esibisce quando si trova a contatto con uno straniero, non riesce a condannarlo del tutto quando si ritrova a subire il gesticolare, il parlare ad alta voce, la supponenza esibita da alcuni suoi connazionali.

Ormai Marcello, dopo il trasferimento definitivo dei suoi genitori in Oriente, non ha più alcun parente in Italia e si considera apolide: a differenza dei primi anni in cui si era trasferito in Francia, ora sente più la voglia di scambiare qualche parola in italiano con un interlocutore occasionale.

I primi tempi sì, provava ancora qualcosa che assomiglia alla nostalgia quando pensava alla sua città, agli amici e ai compagni di università. Quando sentiva parlare italiano, allora, cercava di instaurare un contatto, e il ritornare ad usare la sua lingua madre, gli dava un senso di sicurezza e di appartenenza a qualcosa. Ora invece il francese è diventato la sua lingua madre, quella con cui lavora, pensa e scrive le sue storie ed anche se Josephine, la sua ragazza, gli parla solo in italiano per esercitarsi in quella lingua per lei straniera, Marcello, quasi sempre, preferisce risponderle in francese.

Gli italiani alle sue spalle, tre coppie di amici, parlano con accento piemontese e questo infastidisce ulteriormente Marcello. Sono italiani e per di più piemontesi come lui.

Così, pur tentando di non farlo, Marcello si ritrova a seguire involontariamente i discorsi dei suoi vicini. Viene a sapere che sono appena stati a visitare il Louvre e domani saliranno sulla Tour Eiffel. Uno del gruppo sta cercando di convincere gli altri ad una visita un po’ meno banale della città. «Dobbiamo assolutamente andare a visitare le Catacombes di Parigi… – sta dicendo agli altri – … pensate, oltre trecentomila scheletri ben disposti in un intrico di gallerie sotterranee. Un vero spettacolo che non voglio perdere».

«Ma tu sei matto, gli risponde una ragazza – non voglio poi sognarmeli di notte i tuoi scheletri».

Un altro del gruppo aggiunge: «Ludovico, guarda che sei l’unico a sentire il fascino del macabro. Se ci tieni proprio a vedere un mucchio di ossa, ci puoi andare da solo».

Bobo, il cane di Marcello, nel sentire la parola «ossa», una di quelle che conosce bene del linguaggio degli umani, alza il muso per osservare i vicini di tavolino. Poi, visto che nessuno pare aver intenzione di offrirgli un osso, riprende la sua posizione posando con un sospiro il muso sul pavimento.

Marcello, invece, sorride tra sé e sé. Conosce bene le Catacombes di Parigi e, spesso, le ha utilizzate nelle sue storie. Il suo lavoro, infatti, è di creare storie per il più diffuso e famoso fumetto horror d’Europa. Ed ora, da qualche settimana, è in ritardo con la consegna dell’ultima sceneggiatura. Marcello sta vivendo quella che viene chiamata “crisi creativa”, quella che qualunque professionista della scrittura ha provato almeno una volta. Da almeno due mesi è bloccato sulla storia di una casa infestata da spiriti maligni a cui non riesce a dare uno sviluppo credibile, che possa coinvolgere e terrorizzare almeno la parte più impressionabile dei fanatici delle sue storie da incubo.

Marcello ha sempre adorato il soprannaturale ma, in realtà, non ci ha mai creduto (beh, forse questo non è del tutto vero. Diciamo che non ci ha mai voluto credere). Forse è per questo che riesce ad inventare storie terrorizzanti e affascinanti.

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  • loris_vercelliAutore: Loris Vercelli
  • Bio: è copywriter e si occupa di strategie di comunicazione e studio di campagne pubblicitarie.
  • Anno pubblicazione: 2012
  • Lingua:  italiano
  • Categorie: giallo horror
  • Autopubblicato con: Simplicissimus
  • Formati ebook disponibili: epub e formato Kindle
  • Dimensione file: 273 KB
  • Lunghezza: 260 pp. cartaceo edizione stampata LuluPress
  • Protezione: no Drm
  • File/Record aggiornato il: n.p.
  • ISBN: 9788863696813
  • Prezzo: € 4,99

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  • ISBN: 9781471636318
  • Prezzo: € 15,50 / 15,96

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