Il Salone del Libro sarà a Torino dal 18 al 22 maggio 2017, AIE volta la schiena e va a Milano [ #SalTO17 ]

#SalTO16_Torino

L’edizione 2016 del Salone del Libro di Torino. #SalTO16

L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha con il voto del Consiglio Generale decretato che non farà il Salone del Libro torinese, ma fonderà una newco (intendono dire una nuova società) su Milano. Nelle settimane scorse si erano svolti incontri tra l’assessore Del Corno e l’AIE. Il voto in verità non è espressione di compattezza, infatti sui 39 editori del consiglio a votare sono stati 32: in dettaglio 17 i sì favorevoli a portare il salone a Milano, i no sono 7 e 8 gli astenuti. I soci AIE che non fanno parte del consiglio hanno detto che non c’è stata una consultazione di base sull’argomento, lasciandoli di fatto fuori dall’esprimere un parere.

Contro l’idea di sdoppiare la manifestazione del libro creando un nuovo polo a Milano hanno votato Feltrinelli, marcos y marcos, Gallucci, Hoepli, nottetempo, Polillo, Manni.

Il #salonedellibro o #SalTO17 rimarrà a Torino e si farà dal 18 al 22 maggio 2017, sarà dunque Milano a dover organizzare una fiera libraria tipo BookCity o se vorranno chiamarla MIbook. La fiera Del Corno – AIE si allestirà negli spazi della Fiera di Rho, infrastrutture e contenitori tutti da riempire dopo l’Expo.

All’AIE si può solo dire che ha rivelato una visione poco lungimirante. In un paese con un così basso tasso di lettura come l’Italia spaccare la promozione libraria con lotte campanilistiche non è una buona idea. E infatti non riduciamo il tema a una Torino contro Milano, o torinesi contro milanesi: la cultura da derby non ci appartiene. Richiamiamo invece alle responsabilità degli editori, che oltre che industria sono chiamati anche a non scordare la loro missione di cultura e di civiltà attraverso i libri.

L’AIE potrebbe preoccuparsi di più di quel proclamato +0,1% di crescita vendite cartacee vissuto come un trend di uscita dalla crisi. Non c’è da rallegrarsi granché, visto che leggendo approfonditamente i dati il guadagno delle vendite da stampa perlopiù deriva dalla straordinaria popolarità dei libri da colorare per adulti. Ritornando alla cultura del calcio, pensate che invece un +0,1% viene letto come crescita zero: «Crescita quasi zero. Stadi italiani di Serie A, nel giro di un anno, più affollati dello 0,1%» (LaStampa 16/05/2016). Eppure il calcio è in ognidove, ma il pubblico si è spostato davanti alla tv, agli schermi al plasma. Dov’è il pubblico dei vostri lettori? Mi preoccuperei più di capire dove sta andando la lettura.

Francamente a settembre, quindi, non lanciate la campagna #ioleggoperché, proprio dopo aver cercato di scippare il Salone del Libro a Torino. Il lettore medio che con la sua buona fede vi retwitta e condivide su Facebook non sosterrà #ioleggoperché o qualsivoglia #unlibroèunlibro. Noi non lo faremo.

A Torino il Salone del Libro si farà con tutti gli editori indipendenti, con il sostegno degli editori firmatari del manifesto per Torino, con lo sponsor «LaStampa», il sostegno del Ministero Beni Culturali, il MIUR, il Comune Torino, la Regione Piemonte, la Fondazione per il libro e Intesa San Paolo. La formula è quella collaudata, ma con nuove idee e riformulazioni che già sono state presentate e comunque non mancheranno a una città che il Salone lo ha inventato. Certo Sergio Chiamparino della Regione e la sindaca di Torino Chiara Appendino saranno chiamati a farsi garanti di una nuova trasparenza nelle cariche della Fondazione per il Libro, dopo gli scandali e le indagini giudiziarie che sono poi sfociate in questo tentato scippo della manifestazione libraria.

Francamente, giù le mani dal Salone del Libro di Torino.

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