IRX Innovations chiude in bancarotta (per quanti sanno cos’era iRex Technologies)

IRX Innovations era sorta dalle ceneri di iRex Technologies, quella che conosciamo per aver dato i natali all’iRex iLiad, l’ereader 8 pollici che nel 2006 aveva stylo wacom e il wifi (e non da ultimo è da dire che costava 600 euro). La notizia è che IRX chiude per bancarotta e se ne parte quindi tutta la ricerca degli ultimi due anni sul colore applicato agli ereader. Infatti IRX stava lavorando su una nuova tecnologia chiamata elettro osmosi. Si era differenziata dall’elettroforesi per percorrere la ricerca del colore sugli ereader basandosi su un procedimento in cui il display lavora su un inchiostro elettronico a base ciano, magenta e giallo.

elettro_osmosiL’elettro osmosi si basa sulla sovrapposizione di questi tre diversi livelli o strati e per aree fa sì che le particelle caricate elettricamente si distendano in piano coprendo una sorta di celletta oppure si ritraggano dall’area, lasciando così prevalere uno degli altri colori. Per le informazioni che avevo a suo tempo avuto, questi sviluppi del colore miravano al momento più che altro all’uso nei cartelloni pubblicitari, nei pannelli e-ink presenti come display a basso consumo su elettrodomestici, e non so quanto futuro ci fosse per il colore sugli ereader. Ma certo dopo la fine di iRex vedere ora anche la IRX terminare così, fa immaginare un mondo in bianco e nero, o in toni di grigio, ancora per molto.

Il sito di IRX è già stato chiuso, quindi poche testimonianze resistono in Rete. La notizia la abbiamo appresa da TheDigitalReader, ma dato che sull’elettro osmosi poco è stato specificato vi segnaliamo di IRX un filmato ancora esistente che la illustra (pubblicato su YouTube nel luglio 2012):

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10 Comments

  1. Mi dispiace per chi vede nell’ebook reader un mero dispositivo tecnologico e che quindi cerca sempre il massimo (a caro prezzo).
    Per chi invece vuole solo un comodo mezzo per leggere un buon libro, non credo che soffrirà per la mancanza del colore. Un e-reader deve avere uno schermo di facile lettura privo di riflessi, un sistema di cambio pagina efficiente (meglio se elettromeccanico)e la possibilità di regolare le dimensioni dei caratteri. Per tutte le altre esigenze esistono già i tablet.

    • Carlo, il colore per gli ereader non lo penso in competizione con i tablet perché sarebbe una sfida persa in partenza. Lo immagino per le opportunità che darebbe all’ebook scolastico: finché non ci sarà un libro di testo digitale a colori leggibile su ereader e NON a pc… gli ebook a scuola non li leggerà nessuno. Tanto meno li studierà.

      • d’accordo, io mi sono diplomato nel 1973, ma i libri di testo erano rigorosamente in b/n e non abbiamo mai sentito il bisogno del colore (sono un perito elettrotecnico). In effetti credo siano molto pochi i grafici di funzione che ritengano indispensabili le scale cromatiche… O forse per chi studia greco o latino i classici sono a colori?

      • Automaticjack says:

        Concordo in pieno con Elena!
        Il colore aiuterebbe molto e non solo a scuola.
        Pensate poter leggere riviste come Vogue o L’Espesso con uno schermo E-ink quanto incrementerebbe la diffusione della lettura digitale.
        Sogni? Chissà…

        • Automaticjack says:

          Caro Carlo, per le grammatiche (latino, greco, italiano et similia) magari non è strettamente indispensabile al superiore ma pensa a discipline come Storia, Geografia, Ecologia, Pedologia, Biologia, Chimica, Arte ecc…
          Per molte discipline disegni e foto a colori sono quasi indispensabili.
          Certo, se uno ha voglia di apprendere lo fa anche se deve leggere su pelle di capra dei pittogrammi ma la maggior parte già non apre un libro molto volentieri così figurarsi altrimenti…
          Cresciuti in una società basata sull’immagine, i ragazzi di oggi sono sottoposti a una overdose di stimoli continui che per essere recepiti devono essere sempre più pervasivi e purtroppo ciò che non si adegua a questo modo di visualizzare le informazioni perde completamente di interesse per i loro cervelli. Un esempio per tutti: mi è capitato a volte di supportare la didattica con la visione di una selezione di film scelti in base all’argomento trattato; le resistenze a priori ogni volta perché il film non aveva scene d’azione, aveva più di 10 anni o (orrore!) era persino B/N. Poi magari li trovavi in estasi dopo “Indovina chi viene a cena”, “Jesus Christ Superstars”, “Anna dei miracoli” o “Tempi moderni”. Ma la fatica prima di convincerli…

  2. Scusate, ma la tecnologia della Qualcomm, se ne sa più niente?

  3. Elio Carboni says:

    La stessa domanda di Eddy: ma non si ha alcuna notizia di applicazioni della tecnologia Mirasol? Dal sito https://www.qualcomm.com/products/mirasol sembrerebbe matura. Sarà solo un problema commerciale?

    • Eddy ed Elio, possiamo vedere se ci sarà qualche notizia su Mirasol dal CES di Las Vegas ma in verità certi prototipi presentati nelle fiere tech non hanno poi avuto esiti nella produzione al consumo.

  4. Aspettavo da tempo almeno di vedere un reader (come si deve) a colori. I vantaggi è inutile elencarli. Ma faccio una considerazione (forse sbagliata): tra tanti prodotti inutili che si immettono sul mercato (mi riferisco per esempio ad un numero forse eccessivo di smartphone che nel giro di qualche settimana cadono nel dimenticatoio, oppure agli ultimi tv curvi, buoni solo per i single), un e-ink a colori veloce supplirebbe almeno a certe comodità che il tablet ancora non ha.

    • Perché sbagliata? La pletora di smartphone non ha un mercato che la assorba, negli ultimi tempi, quindi la tua visione ha senso, sì.
      Un ereader a colori in molti lo aspettiamo (e aggiungerei che dovrebbe essere almeno oltre gli 8 pollici).