La campagna “Lettura digitale in biblioteca: legalizziamola!”

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del Libro, proclamata dall’Unesco. Tra le usanze una in particolare, di origine medievale e area catalana, vuole che gli uomini regalino una rosa alle donne e ne siano contraccambiati con un libro. E in questi nostri tempi perché non con un ebook?

(Sorvolo sul fatto che, con buona probabilità, una donna preferisca uno scambio paritario di “un libro contro un libro”, cioè al fiore reciso prediliga un libro lei stessa, ma questo – lo riconosco – può essere un mio puro giudizio personale, passibile di ampie smentite.)

Dicevamo, perché non regalare in luogo di un libro anche un ebook?

AIB_bibliotecheSulla scia di questa suggestione, pubblichiamo – proprio perché parla del libro digitale e di nuove proposte intorno al paradigma che lo riguarda – il comunicato dell’AIBLettura digitale in biblioteca: legalizziamola!”. Perché non tutti forse sanno che il prestito bibliotecario degli ebook non segue le stesse regole di quello dei libri. Per esempio, nel paradigma digitale se un file (un ebook) viene scaricato da qualcuno continua per sua natura a essere disponibile per qualsivoglia persona lo intenda scaricare, perché ogni download nulla toglie alla disponibilità del file digitale. Nel prestito bibliotecario di ebook invece se un lettore richiede un ebook questo diviene “indisponibile” per 14 giorni a chiunque altro lo voglia leggere.

Ma non perdiamoci in ragionamenti e, a sostegno dell’iniziativa dell’AIB, lasciamo spazio al comunicato.

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“L’Associazione Italiana Biblioteche, aderendo alla campagna di sensibilizzazione “The right to e-read”, intende promuovere presso i cittadini e le istituzioni il tema della lettura digitale in biblioteca. La campagna persegue l’obiettivo di ottenere una riforma della legislazione in materia di diritto d’autore chiara, in grado di fornire alle biblioteche e a tutti i loro utenti l’accesso alle ricchezze della conoscenza e dell’immaginazione umana, indipendentemente dal formato e dal mezzo di comunicazione.

Cosa chiede l’AIB in concreto?

Chiediamo che le biblioteche possano comprare e-book a prezzi accettabili e li possano usare a condizioni ragionevoli. Il problema è che molti editori vendono gli e-book a prezzi elevati, o non li vendono affatto alle biblioteche.
Chiediamo di poter offrire agli utenti delle biblioteche le edizioni più recenti, come si fa con i libri a stampa. Il problema è che alcuni editori (il 50%, secondo indagini recenti) rifiutano di fornire alle biblioteche le licenze d’uso necessarie a tale scopo.
Chiediamo che tutti i cittadini, non solo quelli in grado di spendere, possano accedere liberamente al prestito di e-book nelle biblioteche pubbliche.

L’attuale quadro giuridico impedisce alle biblioteche di svolgere efficacemente i loro servizi di base in ambiente digitale, in particolare per quanto riguarda l’acquisto e il prestito di e-book.
Per i libri cartacei il diritto esclusivo di distribuzione si esaurisce in ambito comunitario dopo la prima vendita, il che consente a una biblioteca di selezionare e acquistare edizioni a stampa, e di prestarle agli utenti secondo le loro politiche di accesso alle collezioni, orientate alla massima soddisfazione dei bisogni del maggior numero di utenti possibili, attuali e futuri.
Secondo l’interpretazione prevalente, l’accesso a contenuti online è un servizio non soggetto al regime di esaurimento comunitario, cosicché i titolari dei diritti sono liberi di decidere di volta in volta se consentire l’accesso ad un contenuto, con quali modalità, a quali condizioni tecniche ed economiche e per quanto tempo. Con questa interpretazione, saranno gli editori, e non i bibliotecari, ad avere il potere decisionale sulle collezioni e sui servizi digitali delle biblioteche. Ciò significa che le biblioteche non saranno più in grado di garantire il libero accesso ai contenuti, alle informazioni e alla cultura per i cittadini europei.
Nel luglio 2012, la Corte di Giustizia europea ha tuttavia stabilito che il regime di esaurimento relativo all’acquisto di software si applica sia ai download elettronici sia ai supporti fisici. Alcuni esperti legali sostengono che il regime di esaurimento dovrebbe valere anche per gli e-book.”

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Un Commento

  1. Secondo me il prestito di ebook dovrebbe seguire lo stesso modello dei libri fisici, ovvero ogni copia è disponibile per un solo utente alla volta