La «Zecca di Amazon» conia moneta (virtuale)

Lo aveva promesso, e così è stato. Amazon, gigante dell’e-commerce, crea la prima moneta (ovviamente virtuale) fatta apposta per tutti i suoi affezionati user, avendo un occhio di riguardo per i «Kindle Fire addicted».

Amazon Coins, questo il nome della nuova trovata del colosso di Seattle: ha un valore di un centesimo di dollaro e, almeno per il momento, le sue funzioni saranno disponibili unicamente per il mercato americano.

Basterà andare sull’appstore di Amazon – con Kindle Fire  – per acquistare app, giochi e altri software. Il miglioramento della performance d’acquisto per gli utenti sembra assicurata. E per festeggiare il lieto evento, la compagnia di Jeff Bezos ha deciso di ricaricare, automaticamente e gratuitamente, con ben 500 Coins, per un valore di 5 dollari, ogni singolo account dei possessori americani di Kindle Fire.

Tante agevolazioni e facilitazioni sono garantite a tutti gli utenti, come per esempio uno sconto del 10% per chi decide di comprare interi pacchetti di Coins.

Il tutto suona fin troppo trionfante, ma da Amazon non potevamo aspettarci niente di meno. Di fatto, tanti concorrenti prima del megastore di Seattle hanno battuto questa via, con risultati non sempre all’altezza delle aspettative. È il caso di Facebook con i suoi credits o di Xbox Live con il suo meccanismo “a punti”.

Inoltre questa moneta, caratterizzata dalla lucente effigie di una fiera amazzone che tende il suo arco, si discosta da altre valute virtuali da cui solo apparentemente riprende il meccanismo.

L’esempio emblematico è quello dei BitCoin, gettoni virtuali, sì, ma che possono essere effettivamente acquistati presso i mercati specializzati in cambio di valute reali, mentre gli Amazon Coins possono circolare unicamente all’interno dell’omonimo store. Nel caso dei BitCoin inoltre, come accade per qualunque moneta concreta, il valore cambia nel tempo, e c’è la possibilità, una volta acquistati, di poterli riconvertire in dollari; cosa che chiaramente non è prevista per le “monete” di Amazon.

Proprio il mondo dei BitCoin, però, si trova in questi giorni nell’occhio del ciclone. I federali statunitensi hanno disposto un sequestro nei confronti di Dwolla, servizio di pagamenti online utilizzato per la vendita e l’acquisto dei gettoni virtuali, connesso a sua volta a uno dei principali distributori di servizi di scambio per BitCoin, Mt.Gox. Il tutto ha generato il blocco totale dei fondi presenti sul conto Mt.Gox, mettendo in pericolo anche le possibilità di crescita del servizio BitCoin, che sembrava aver trovato investitori pronti a scommettere sul suo successo.

Ma torniamo ad Amazon. Nonostante ci si trovi ancora in uno stato embrionale del servizio, il lavoro degli sviluppatori non sembra volersi fermare. Si sta lavorando – come sostiene Mike George, vice presidente per App e Giochi di Amazon – all’espansione dei modi di utilizzo della nuova valuta virtuale che comprenda, per esempio, nuovi meccanismi per guadagnarla e/o spenderla su una gamma di prodotti e attività sempre più consistente e varia.

Fermiamoci un attimo a pensare. Amazon, di fatto, non è mai stato un venditore specializzato di prodotti informatici o software, come lo è Apple, per esempio. Nasce come retailer online. Il suo incontro con la vendita di device è solo collaterale. In altre parole, Amazon veicola la vendita dei contenuti attraverso l’associazione “esclusiva” a un dispositivo. E lo fa con trasparenza: lo stesso Jeff Bezos ha spesso dichiarato di non essersi mai aspettato profitti significativi dalla vendita dei device Kindle. Il loro unico obiettivo è invogliare gli utenti all’acquisto di prodotti su Amazon.com. Una mossa strategica. Come quella di premiare i clienti Kindle Fire, con agevolazioni e sconti.

Una strategia, quella di puntare su «crediti digitali» (legati al proprio account) per facilitare gli acquisti attraverso il dispositivo, che potrebbe avere come effetto quello di aumentare di molto le vendite, combattere gli altri due giganti del settore, Google e Apple, e ampliare decisamente le già folte schiere di «Kindle follower».

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One Comment

  1. Lone Reader says:

    E un altro pezzo di libertà se ne va, se non sono convertibili in uscita.
    Ah, no!
    Sono libero di non acquistare su Amazon.