Masterpiece: sfide da reality per aspiranti scrittori

Il mondo del reality sta per incontrare ufficialmente quello della letteratura: si chiama Masterpiece, e sarà il primo reality show che avrà per concorrenti aspiranti scrittori.

Sul web già da un pezzo, addirittura dall’inizio della scorsa estate, sono comparse le prime notizie sulle selezioni che, tra le altre caratteristiche, prevedevano l’invio di un lavoro, originale e mai pubblicato, composto da un minimo di 150.000 fino a un massimo di 800.000 parole. Tutti i generi di romanzo erano ammessi alla selezione e così è stato, per un totale di circa 4900 scritti.

Masterpiece dal 17 novembre su Rai3

Masterpiece dal 17 novembre su Rai3

Il programma, in partenza il prossimo 17 novembre, nasce da un’idea di FremantleMedia e sancisce una collaborazione tra Rai3 e Rcs.

Il talent in questione nel palinsesto è in seconda serata, quasi a voler sottolineare la necessità di non spettacolarizzare un mondo, quello letterario, che si evolve sì, ma che ha sempre bisogno di radici forti e in qualche modo “tradizionali”, lontane da nomination, liti furibonde e televoti ossessionanti.

Dopo tanto parlare, il «Corriere della Sera» ha svelato qualche settimana fa i nomi dei componenti della giuria e quello del conduttore, anzi, del coach, come si è sottolineato: saranno Giancarlo Di Cataldo, Andrea De Carlo e Taiye Selasi. La scelta del coach è ricaduta su Massimo Coppola, autore televisivo, editore e fondatore della casa editrice Isbn.

Due fasi caratterizzeranno il programma. La prima (che si avvia a novembre) vedrà lo “scontro” a colpi di “battuta” tra i vari partecipanti, i quali dovranno affrontarsi attraverso prove di scrittura per poi essere valutati secondo criteri di chiarezza, capacità espositiva e comunicativa, ma anche per via di potenziale e innato talento. La seconda (in onda da febbraio 2014) – che potrebbe andare in prime time – vedrà l’alternarsi di altre prove tra i selezionati, pareri della giuria e infine la proclamazione del vincitore. In palio c’è la pubblicazione da Bompiani del romanzo inedito del vincitore in 100 mila copie e la contemporanea diffusione in edicola con il «Corriere».

La televisione si prepara, quindi, a combattere un’altra dura sfida: sposare la parola scritta, la sua struttura, la sua composizione, le sue peculiarità comunicative, tenendo sempre le luci del palcoscenico fisse su di essa e non su di sé. Ci riuscirà? Questo non ci è dato saperlo, so solo che una volta tanto mi piacerebbe far crollare i miei pregiudizi e sbagliarmi. Perché dopotutto, oltre a essere un lettore, sono anche un discreto divoratore di tv. E anche perché un’occasione per fare qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di nuovamente stimolante – parlo con voi, signori autori televisivi – se la meritano tutti.

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