«Non ci serve alfabetizzazione digitale, ci serve educazione civica»

Non possiamo andare avanti pensando di vivere in quel piccolo mondo antico che ormai non c’è più. Fatevene una ragione anche voi: comunicatori, insegnanti, editori. Riflessioni che sono nate leggendo su Facebook un post di Marco Dominici (per inciso qui il suo ultimo libro) che raccontava così di sua figlia 12enne:

instagram_e_altri_social«oltre ai libri legge molto le storie su Wattpad; non guarda la tv, ma vede i video degli youtubers; i film li preferisce vedere su Netflix. La musica la ascolta su Spotify. Credo che nessuno, sia che lavori nella comunicazione, nell’intrattenimento o nell’educazione, debba far finta di niente e continuare a trattare questa generazione con le stesse modalità espressive, comunicative ed educative a cui è (stato) abituato

Ecco, che ci piaccia o no il mondo non sta cambiando, ma è già cambiato. A noi non tocca adeguarci, ma viverci. Quindi la soluzione non può essere demonizzare i mezzi, ma invece domandarsi quotidianamente quale sia l’uso che ne facciamo noi come pure i ragazzi e quali contenuti veicolino. A che servono infatti nuove autostrade a banda larga, se non sappiamo quali contenuti farci viaggiare su e a quali fini? Quel che dovrebbe rimanere intatto oggi è la lettura critica.

E infatti nel prosieguo di messaggi dello stesso profilo di FB di cui sopra leggevo:

«questo ormai non vale anche per gli articoli superficiali, se non spesso falsi, sui giornali anche più “autorevoli”, così come per tutti i media tradizionali dove ormai regna la mediocrità, la legge del più ignorante, la gara a chi la spara più grossa o a chi grida più forte? Il problema non è degli strumenti, è nell’educazione, che non è solo scuola, ma pura educazione civica, e sociale… il problema è essere consapevoli di far parte di una collettività (che sia una città, un quartiere o un social, sinceramente non vedo la differenza), riprendere e rafforzare il senso di “polis”, perché ora tutto è diventato polis, anche un account su Instagram, una pagina fb, con il rafforzamento della parte che riguarda la condivisione, una tendenza vecchia come l’uomo ma che il web 2.0 ha solo esaltato e reso tessuto connettivo. Concludo citando il paragrafo di un libro che raccomando a tutti, #Luminol, tracce di realtà rivelate dai media digitali:

non ci serve alfabetizzazione digitale, ci serve educazione civica (…): non sono gli strumenti da soli a determinare il comportamento umano, come se agissero in una sorta di vuoto sociale. È l’interazione tra persone, cultura, società e strumenti a determinare la realtà quotidiana”.»

 

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