Salone del Libro Torino 2018: «Un giorno tutto questo»

«Un giorno tutto questo…» è il titolo che guiderà il Salone del Libro di Torino del 10-14 maggio 2018. È stato presentato ieri alla conferenza di avvio, tenutasi alla Mole al Museo Nazionale del Cinema, con le novità del programma (trovate il link a fondo di questo articolo).

Come più volte pubblicato sui giornali la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura era stata messa in liquidazione (a seguito dell’esame della situazione economica dell’ente e dell’assenza dei presupposti economici e giuridici  per il suo risanamento finanziario), quindi in attesa di una newco che riconfiguri i soci del Salone l’edizione 2018 è resa possibile distaccando i lavoratori della Fondazione sui due enti che si occupano dell’organizzazione e realizzazione della 31a edizione: la Fondazione Circolo dei lettori e la Fondazione per la Cultura Torino.

salto18-manifesto-a4 Detto questo a puro titolo di cronaca – e precisando che dei perimetri della newco si potrà parlare solo dopo il Salone di maggio – ritorniamo al fatto che in «cabina di regia» il direttore editoriale è anche quest’anno Nicola Lagioia, il capitano coraggioso che guidò il successo della scorsa edizione.

La buona notizia è che i grandi  gruppi editoriali che lo scorso anno avevano tentato di sdoppiare e clonare l’appuntamento internazionale sotto la Mole in una fiera su Milano (Tempo di Libri) hanno deciso di essere nuovamente presenti al Salone del Libro di Torino.

Dal 10 al 14 maggio il Salone mostrerà quanto tutto nasca dalla partecipazione e dai contenuti e non da un’idea di fiera commerciale. SalTO18 ha infatti chiesto a importanti intellettuali del nostro tempo di ragionare insieme sull’idea di futuro, su come sarà il mondo che ci aspetta. A loro sono state rivolte 5 domande. Le risposte, nella forma espressiva più congeniale (testi, immagini, tracce audio e video), stanno pervenendo e verranno divulgate durante i giorni del Salone.

Iniziamo quindi la riflessione e la preparazione al Salone del Libro di Torino partendo proprio dalle 5 domande che interpellano il nostro comune futuro:

1.    Chi voglio essere? La nostra identità è in continua costruzione. Nell’epoca del culto di sé, chi aspiriamo a essere? Che rapporto c’è oggi tra l’essere se stessi, il conoscere se stessi e il diventare se stessi?

2.    Perché mi serve un nemico? I confini ci proteggono oppure ci impediscono di incontrarci e cooperare? Come e perché li tracciamo? Abbiamo bisogno di costruirci un nemico per poter sperare di non averne?

3.    A chi appartiene il mondo? Tra cent’anni la nostra Terra potrebbe essere meno accogliente di oggi. La forbice tra ricchi e poveri si allarga. Il lavoro si trasforma e può ridursi. Milioni di persone sono costrette a lasciare la propria casa. Di chi è il mondo? Chi deve prendersene cura?

4.    Dove mi portano spiritualità e scienza? Scienza e religione hanno dato forma alla nostra storia e al nostro pensiero. Ma sono state usate anche come strumenti di oppressione. C’è oggi una promessa di cambiamento e di futuro nella spiritualità delle religioni, nel rigore nelle scienze? O altrove?

5.    Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione? La creazione artistica può bastare a se stessa? O deve porsi l’obiettivo di cambiare le cose? Libertà o rivoluzione: cos’è l’arte, e che cosa deve e può dare a tutti noi?

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Fonte:

Salone 2018: presentata la 31a edizione «Un giorno tutto questo»

 

 

 

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