Self-publishing su Amazon, un’esperienza raccontata

Spazio ai contenuti sul nostro blog con l’intento di rilanciarli in Rete, e per questo partiamo oggi con una nuova iniziativa per dare appunto spazio a blogger di qualità, a voci del mondo professionale e a interventi di varia intonazione purché sempre in linea con i contenuti e i temi trattati nel nostro blog: oggi si parte con il primo guest post“, un post ospite a cura di Marco Freccero. A lui la parola (e, come sempre, a voi i commenti :-) ).

C’è grande curiosità attorno al self-publishing, anche perché Amazon ha appena aperto nel nostro Paese il negozio on line dedicato alla vendita di ebook.

Devo spiegare che cosa vuol dire self-publishing?
Che ogni scrittore esordiente potrà pubblicare la sua opera tagliando fuori editori, e tempi di attesa. Soprattutto i tempi di attesa.
Ma funziona? Quali sono i pregi e i difetti di questa scelta? E i ricavi si vedono?

Parlerò della mia esperienza. Nel maggio del 2010 ho caricato sulla piattaforma di self-publishing di Amazon USA un file che racchiudeva tre racconti. Senza spendere nulla.

Su come pubblicare su Amazon avevo già scritto sul mio vecchio blog una guida  (ormai superata dagli eventi di questi giorni). Proprio eBookReaderItalia.com tempo fa aveva rilanciato in Rete quelle mie lezioni. Qui ne riassumo i passaggi salienti. Vediamo alcune caratteristiche di questa soluzione di self-publishing.

Amazon non fornisce l’ISBN: o si acquista, oppure – come ho fatto nel mio caso – se ne fa a meno.

I DRM? È possibile decidere di mettere il lucchetto digitale, oppure di escluderlo (che è stata la mia scelta).

I diritti sull’opera? Al momento del caricamento del file sui server di Amazon si dichiara di essere l’autore dello scritto e di detenerne perciò tutti i diritti.
Le royalty? Ce ne sono di due tipi: 35% o 70%. Per applicare la percentuale più alta l’ebook deve essere venduto negli USA a un prezzo di almeno 2,99 dollari, mentre in Francia, Germania e Italia il prezzo non può scendere sotto i 2,60 euro.

Per iniziare l’avventura del self-publishing è bene spostarsi su questa pagina, e leggere le istruzioni dettagliate della guida.

Se si è già clienti di Amazon.it la procedura è semplificata, altrimenti sarà necessario creare ex-novo un account. Qualunque sia il vostro caso, dovete partire da questa pagina. La procedura prevede un’interfaccia in italiano (nella quale non mancano gli errori di traduzione: “essato” anziché “esatto”, oppure “en” al posto di “in”).

Dubbi, perplessità? C’è la Community cui rivolgere le domande (anche in italiano, basta scorrere verso il basso per trovarla).

Amazon usa per gli ebook un suo formato proprietario. I nostri file possono essere in formato PDF, .doc, HTML, e persino in… epub! Ma il sistema li convertirà in quello .AZW, e al termine dell’operazione sarà fornita un’anteprima del file per vedere l’effetto che fa.

Torniamo al mio ebook, e ai primi risultati. Calma piatta sino a novembre del 2010, quando le vendite hanno cominciato a realizzarsi. Del tutto misteriosamente (non ho fatto quasi mai pubblicità al mio titolo), ogni giorno che passava se ne vendeva una copia. Segno evidente che la popolarità del Kindle cresceva anche al di fuori degli Stati Uniti, così come aumentava la voglia di leggere qualcosa in italiano (senza attendere per forza il rilascio di contenuti da parte degli editori).

Questa di seguito è la schermata a proposito delle vendite del libro al 28 novembre 2011.

Prima di procedere all’acquisto, Amazon USA permette di sfogliare l’ebook direttamente sul sito, per farsi un’idea della qualità dello scritto. Sullo store italiano al momento non è disponibile questa anteprima. Altra comodità per l’acquirente: poter “restituireil libro elettronico e vedersi rimborsati.

Parliamo dei ricavi, ma senza dimenticare che quanto leggerete qui sarà solo la cronaca di un passato recente, che ho vissuto nella mia esperienza ma che voi non vi troverete più a dover vivere perché con lo store italiano le cose sono cambiate (e, come vedrete, in meglio).

Dopo il 15 di ogni mese il sito americano prepara un file Excel nel quale sono riassunte le vendite (se vi sono state), e che può essere scaricato con un clic.

I compensi realizzati su Amazon USA (sino a ora ho venduto circa 300 ebook), per essere liquidati devono raggiungere i 100 dollari. Trascorrono circa 60 giorni dal momento che si è raggiunta la fatidica soglia, perché si mettano in moto le verifiche e i controlli vari. Infine, parte un assegno. Avete letto bene. Nell’era del web, Amazon paga in quel modo chi abita nei paesi extra-USA e quindi è privo di un conto presso una banca statunitense. E attenzione: dalla somma sarà detratto un 30% per il Tesoro statunitense. In teoria, quel 30% potrebbe essere rimborsato, ma è necessario scaricare dei moduli, compilarli, inviarli negli Stati Uniti, sperare di non aver sbagliato una virgola, attendere la risposta…
L’assegno inoltre sarà ancora una volta in dollari, quindi occorrerà recarsi in banca e sostenere probabilmente altre spese .

La morale? Meno male che Amazon Italia ha aperto la sezione per gli ebook. Adesso basterà raggiungere la soglia dei 10 euro per essere liquidati, e il trasferimento avverrà tramite denaro elettronico. Insomma, basterà indicare il codice IBAN e BIC della propria banca per vedersi versare gli eventuali ricavi. E senza attese lunghissime, né dover lasciare su territorio americano una parte del denaro guadagnato (ma ogni introito deve essere comunque dichiarato, questo mi pare ovvio).

Vale la pena il self-publishing su Amazon? La domanda è semplice, mentre la risposta per forza di cose è articolata. Provare non costa nulla, ma di certo non bisogna immaginare chissà quali guadagni. I numeri che realizzano pochi autori oltreoceano non devono abbagliare: viviamo in un’altra realtà, proprio un’altra…

Marco Freccero nel tempo libero gestisce Certi racconti sono un tiro mancino un blog su scrittura e dintorni.

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7 Comments

  1. Pingback: Self-Publishing su Amazon, un’esperienza personale « Certi racconti sono un tiro mancino

  2. blackhawkdown says:

    Bellissimo articolo e bravissimo l’inserzionista! sto leggendo parecchio ultimamente e ti confesso che quest’idea mi ha affascinato per parecchio tempo anche se dotato di una discreta immaginazione non credo sia ora (per me) il momento per buttarsi a capofitto in un romanzo, anche perche voglio migliorarmi in grammatica .
    ps: ci sono articoli su come scrivere un romanzo direttamente in epub ? magari su un sito web html5 dal quale poi muoverlo in secondo tempo?

  3. @ blackhawkdown

    Che io sappia non esiste niente del genere. Si scrive, poi il file in si passa a chi di dovere (un esperto in epub), che provvede a convertirlo. Pagina per pagina.
    Qualcosa di analogo si può fare utilizzando strumenti gratuiti compresi in certi programmi di videoscrittura come OpenOffice o Scrivener, che con un clic convertono il file in epub. Però le soluzioni “facili” spesso sono imperfette. Per saggiarne la qualità puoi ricorrere alla soluzione gratuita ePub Validator (cercalo su Google). Si carica l’epub e in pochi secondi mostra il verdetto. Ma ripeto: per un lavoro coi fiocchi o si impara a farlo da sé (si tratta di imparare CSS e XHTML), oppure ci si rivolge a chi di dovere (che ovviamente si farà pagare).

  4. blackhawkdown says:

    Ciao, grazie per le spiegazioni. Ho studiato il C++ per un po, adesso sto iniziando proprio HTML4.01,CSS,XML vediamo se ci capisco qualcosa.. !!!

  5. Pingback: Guadagnare di più, spendendo di meno. È’ scoccata l’ora del self-publishing su eBook? | Mondi digitali: nuove frontiere dell'editoria

  6. ciao e grazie per le dritte. una domanda: se si sceglie il pagamento tramite denaro elettronico – eft – il tesoro americano detrarrà ugualmente il 30%?
    grazie

  7. Daniela Folco says:

    Ho letto l’articolo molto utile e il messaggio di blackhawkdown. Allora, consiglio il seguente ebook, ricco di consigli pratici: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore, 9,99 euro, 2012.