Sony non svilupperà un successore dell’ereader T3

A ritrarsi dal mercato degli ereader Sony aveva già iniziato quest’anno con la chiusura dello store di contenuti del suo marchio. Tutti gli account erano stati “affidati” a Kobo, nuovo referente per gli ebook e nuovo gestore dei libri elettronici per gli utenti Sony.

Ora la notizia arriva da un’intervista di un blog tedesco lesen.net: Sony non dedicherà un successore al suo ultimo ereader T3. Verranno venduti fino a esaurimento del magazzino, ma non ci sarà un domani per gli ereader del mercato consumer. Il campo resta quindi ai grandi player come i Kindle di Amazon e appunto i Kobo, marchi che si erano affacciati ben dopo sul mercato dell’inchiostro elettronico. Sony infatti era stata la prima al mondo ad uscire nel 2004 in Giappone con l’ereader Librié. Ora cede il passo, forse anche per non aver scommesso abbastanza sul suo ultimo modello T3, proposto a un prezzo alto se confrontato alla concorrenza, senza luce integrata e con minime migliorie, più che altro di design, rispetto al T2 che andava a sostituire.

sony_13_3Sony si ritrae dunque dal settore degli ereader, ma non lo dismette: nei propositi focalizzerà tutta la ricerca sul mercato per professional, cioè su quella fascia alta per professionisti di cui il 13,3 pollici Sony DPT-S1 è il capofila. Ereader giganti per testi a grande formato, adatti non a leggere ma a disegnare, progettare, scrivere a mano con lo stylus, correggere documenti in pdf con note manoscritte. Una serie di lettori a inchiostro elettronico basati su tecnologia Mobius, con schermi dalle nuove pellicole plastiche al posto del vetro fragile e pesante degli schermi che conosciamo. Ereader per professionisti e aziende che non badano alla spesa di 1100 dollari richiesta dalla sua messa sul mercato americano.

L’innovazione e la qualità della Sony hanno scritto parte della storia della tecnologia, non dimentichiamolo, ma sul pricing e sulle strategie di presidio del mercato la società giapponese ha nei momenti di svolta mancato il bersaglio: nel 1979 portò la musica in mobilità con il suo Walkman ma non governò il cambiamento digitale, se Apple nel 2001 divenne con l’iPod il marchio che faceva ascoltare la musica a tutti mentre camminavano, correvano, viaggiavano.

Nel 2004 Sony Librié è stato il primo lettore di ebook a inchiostro elettronico, ma a soli 10 anni Sony cede il palmares di quel nuovo mercato che lei stessa aveva “battezzato” ad aziende più agili e commercialmente aggressive.

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5 Comments

  1. Peccato! Lo dico da felice possessore di un PRS-T1 (mio primo e finora unico ebook reader, anche se per le mani me ne sono passati diversi altri).

  2. sì, efano, davvero un peccato, sono ottimi lettori.

  3. io ho comprato il DPT-S1 in Giappone ed e’ assolutamente fantastico nella gestione dei pdf, soprattutto quelli tecnici. ho provato anche a caricare pdf “pesanti” come scansioni e li gestisce brillantemente. e’ veloce, e’ leggero, il pennino e’ preciso e reattivo. ho un kindle dxg e la differenza tra i 9.7″ del kindle e i 13″ del sony e’ notevole. qualche bug nel browser, ma a me non serve affatto. al cambio in euro mi e’ costato 787 euro. e’ stato un ottimo investimento. il software e’ in giapponese e sebbene io me la cavo un po’, l’interfaccia e’ molto intuitiva e i pdf sono subito a disposizione nella home.

  4. Ad ogni modo, da un po’ di tempo a questa parte non vedo un gran fervore di novità in campo ebook reader. Evidentemente non è un mercato molto profittevole, o non hanno trovato il modo di migliorare sensibilmente i prodotti o di trovare funzionalità nuove che possano attirare i clienti (dai modelli con illuminazione in qua). Non so se è solo in Italia così (paese di scarsi lettori, anche se amanti dei gadget tecnologici: conosco diverse persone che hanno acquistato o a cui hanno regalato un ebook reader e non lo usano assolutamente), ma mi sembra già un mercato “maturo”. Per esempio, mi sarei aspettato qualche modello nuovo in più con lo schermo “Carta”, che se non sbaglio al momento monta solo il Kindle PW.

    • considera che tablet e smartphone la fanno da leoni e solo se si è convinti lettori ci si compra anche l’eink, anche perché se vuoi essere connesso viaggi sempre con più di un dispositivo, il che non è molto comodo. appunto devi essere convinto dell’inchiostro elettronico per comprarlo.
      se guardi poi ai siti di informazione nati con gli ereader, quelli insomma nati tra gli anni 2006-2010 (quando è arrivato l’iPad, tanto per intenderci) sommersi un Requiem dell’informazione ereader: tutti, morti, stop, caput.