Coronavirus: gli ebook per loro natura sono sempre disponibili

Il coronavirus, non ci crederai, ma ha dato un’altra spallata all’idiosincrasia tutta italiana verso il digitale. È degli scorsi giorni infatti la notizia che Mondadori per il prestito digitale dei suoi ebook attraverso MediaLibraryOnline (MLOL) ha scelto di consentire la piena disponibilità dei suoi 20.000 libri digitali.

Digital lending

Mentre prima infatti se un ebook era letto da qualcuno e tu lo richiedevi risultava “non disponibile” e quindi lo dovevi prenotare (!), ora invece i titoli digitali di Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Mondadori Electa saranno leggibili su MLOL senza file di prenotazione.

Viene riconosciuta insomma la vera natura dell’ebook, che è sempre disponibile e non può rifarsi al modello della carta – pena l’impossibilità di esistere (e infatti in Italia gli ebook si attestano solo su un 5%) –.

Come si può motivare – data la sua “identità immateriale” – che un ebook sia indisponibile alla lettura? Se prendo un libro da uno scaffale lo rendo indisponibile ad altri, giusto? Ma se scarico un ebook nulla tolgo a un’altra persona che voglia scaricarlo una volta o altre mille. Perché l’ebook è appunto per sua natura sempre disponibile ovunque e a chiunque (fermo restando il rispetto dei diritti del copyright).

È arrivata l’ora di uscire dal vecchio paradigma cartaceo per entrare mentalmente e culturalmente nel modello del digitale. Perché il digitale da noi c’è ma lo progettano con le vecchie categorie del libro a stampa. Gli editori infatti non vogliono perdere la rendita di posizione che hanno dalla carta. E così osteggiano il digitale, non capendo che così facendo proprio quella posizione perderanno. Altri investono e prendono fette sempre più grandi del digitale (e quindi del mercato del libro, delle news, dell’informazione, della cultura, della tecnologia), grazie all’agilità di movimento. L’editoria tradizionale, ancorata a gerarchia e burocrazia, si muove nella lentezza. È evidente che pochi tra i vertici aziendali hanno letto L’organizzazione aperta di Jim Whitehurst, che propone un altro modo di lavorare, lontano dalle lente catene di comando e per un’impresa innovativa attraverso velocità e agilità nell’agire.

 

Editoria, un modello non al passo con i tempi

Uscite editoriali. Prima esce il libro cartaceo e solo dopo mesi esce l’ebook, possibilmente con lucchetti DRM, in modo da ostacolarne scaricamento e lettura a quello stesso cliente che l’ha comprato e pagato all’editore. Addirittura di fronte all’emergenza coronavirus alcune case editrici hanno bloccato/rimandato del 70% le uscite editoriali: pochi arrivano a pensare che l’uscita può essere lanciata comunque ma in ebook, aspettando un momento poi più favorevole per la distribuzione anche cartacea.

Digital lending. Metto l’ebook in prestito digitale ma uno alla volta, se tu devi leggerlo ma un altro lo ha sulla sua scrivania, tu aspetti. È un modello di distribuzione da cambiare.

Ebook reader. Come editore non so ripensare il modello economico che vede in calo la vendita della carta – inesorabile – e mi limito a demonizzare l’ebook e quindi il nuovo supporto del lettore ereader. Non ho ancora capito che leggere sull’inchiostro elettronico non rovina gli occhi, perché è carta digitale, non schermo retroilluminato.

Distribuzione ed ecommerce. Il sito l’editore ce l’ha ma non c’è un carrello per ordinare direttamente o per fare l’ordine ci arrivi con 10-15 clic mentre chi ha un ecommerce che funziona ti conclude l’acquisto in 3 clic.

Ecco, da questo modello non al passo con i tempi è necessario allontanarsi, ce lo chiedono il “tempo sospeso” del coronavirus e la nuova stay at home economy che cambierà i mercati.

La notizia che Mondadori riconosce la disponibilità piena agli ebook in prestito digitale ci dice questo: dal modello della carta adattato tale e quale per il libro digitale è ora tempo di uscire. Occorre un nuovo paradigma per l’ebook, e quindi per l’editoria.

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3 Commenti

  1. Federico says:

    No, per loro natura gli ebook con DRM possono sparire in qualsiasi momento. Solo la carta resta sempre disponibile (una volta che ce l’hai in casa).

    • in realtà non è proprio così banale, per la legge italiana hai sempre e comunque diritto a una copia privata (e infatti già paghiamo per questo diritto una tassa su tutti i supporti digitali)
      https://it.wikipedia.org/wiki/Copia_privata_(Italia)#cite_note-L633-1

      Questa legge è apparentemente resa inapplicabile quando presente un DRM ma al tempo stesso il DRM non è legale in quanto impedisce un diritto legale sancito dalla legge quindi è diritto del singolo togliere il DRM dai suoi libri (musica etc) per farne una copia privata.

  2. Federico, sugli ebook Drm hai davvero ragione.
    Qui però l’affermazione riguardava il prestito digitale, quindi il rendere indisponibile un oggetto che per sua natura è “immateriale” e come tale non può finire anche se lo richiedono e usano/scaricano tutti.

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