Da adesso, leone da tastiera, sappi che ‘Odiare ti costa’

Odiare ti costa” è un’iniziativa nata per contrastare il linguaggio aggressivo, offensivo, ingiurioso e osceno che alcuni “leoni da tastiera” usano contro altre persone nei loro commenti sui social. Odiare ti costerà denaro, molto denaro. Perché l’avvocata Cathy La Torre, dello Studio Legale Wildside in Bologna, sta mettendo su un pool di avvocati, investigatori privati, hacker etici per verificare le segnalazioni che perverranno di questo linguaggio brutale della rete e poi intentare cause in tribunale.

In particolare si sta occupando di tutte le ingiurie contro Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch attraccata nel porto di Lampedusa per portare in salvo 42 naufraghi.

“Odiare ti costa” per contrastare l’odio in rete

Per far diventare virale l’appello “Odiare ti costa” La Torre ha postato un video su YouTube con Maura Gancitano, di Tlon, una scuola di filosofia a Roma che tra le tante cose fa filosofia come educazione emozionale nel mondo del web. Lo rilanciamo qui e tu condividilo sui tuoi canali:

Se sei stato oggetto di insulti in rete di tipo razzista, sessista, se ti hanno attaccato con minacce di morte o di stupro puoi segnalare il link del commento aggressivo o della pagina (non basta lo screenshot, ma occorre il link) alla mail  odiareticosta@gmail.com

Perché una cosa è non essere d’accordo con l’opinione di qualcuno e argomentare per iscritto sui social, ma un’altra cosa è attaccare la persona con insulti: insultare o augurare la morte non è un’opinione, è reato.

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