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	Commenti a: Ebook: diritti (e rovesci) del diritto d&#8217;autore	</title>
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	<description>Il mondo dei lettori di ebook</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 13:02:49 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Aggregatori di contenuti: quando le news viaggiano sul treno delle App &#124; eBookReader Italia		</title>
		<link>https://www.ebookreaderitalia.com/ebook-diritti-e-rovesci-del-diritto-dautore/comment-page-1/#comment-83193</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aggregatori di contenuti: quando le news viaggiano sul treno delle App &#124; eBookReader Italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:02:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] ormai troppo diffuso, per quelli che fingono di non saperlo ci sono una legge apposita (quella sul diritto d’autore, in Italia) e una Convenzione Internazionale (quella di Berna per la protezione delle opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ormai troppo diffuso, per quelli che fingono di non saperlo ci sono una legge apposita (quella sul diritto d’autore, in Italia) e una Convenzione Internazionale (quella di Berna per la protezione delle opere [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Elena Asteggiano		</title>
		<link>https://www.ebookreaderitalia.com/ebook-diritti-e-rovesci-del-diritto-dautore/comment-page-1/#comment-79575</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena Asteggiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 22:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Patrizio, hai sollevato questioni urgenti e per ora irrisolte del mondo ebook. Il download bulimico di file dalla dubbia provenienza nasce già dalla mancanza di un&#039;educazione alla lettura: scarico senza pagare ma, sempre che poi legga, di quale edizione si tratta? Tradotta da chi, curata da chi? Il rispetto della fonte, dell&#039;autore, della cura editoriale dove li metto?
Riguardo alla proposta di ebook in prestito a scadenza ci sono esperienze di digital lending, ma trovano fortissime resistenze da parte degli editori (fanno fatica a rilasciare il catalogo in digitale per la vendita a prezzi alti, figurarsi dare ebook in prestito, in affitto).
La possibilità di migrazione della tua intera biblioteca ebook in caso di cambio ereader è lasciata a te come singolo e alle tue capacità di fare scelte e archiviare meticolosamente. Forse nella speranza (che è una certezza, ahimé) che ti debba ricomprare un&#039;altra volta tutti i libri digitali.
D&#039;altronde anche un gatto può vantare le sue sette vite, ma con i DRM Adobe un ebook ne ha solo sei! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Patrizio, hai sollevato questioni urgenti e per ora irrisolte del mondo ebook. Il download bulimico di file dalla dubbia provenienza nasce già dalla mancanza di un&#8217;educazione alla lettura: scarico senza pagare ma, sempre che poi legga, di quale edizione si tratta? Tradotta da chi, curata da chi? Il rispetto della fonte, dell&#8217;autore, della cura editoriale dove li metto?<br />
Riguardo alla proposta di ebook in prestito a scadenza ci sono esperienze di digital lending, ma trovano fortissime resistenze da parte degli editori (fanno fatica a rilasciare il catalogo in digitale per la vendita a prezzi alti, figurarsi dare ebook in prestito, in affitto).<br />
La possibilità di migrazione della tua intera biblioteca ebook in caso di cambio ereader è lasciata a te come singolo e alle tue capacità di fare scelte e archiviare meticolosamente. Forse nella speranza (che è una certezza, ahimé) che ti debba ricomprare un&#8217;altra volta tutti i libri digitali.<br />
D&#8217;altronde anche un gatto può vantare le sue sette vite, ma con i DRM Adobe un ebook ne ha solo sei! 😉</p>
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		<title>
		Di: Patrizio		</title>
		<link>https://www.ebookreaderitalia.com/ebook-diritti-e-rovesci-del-diritto-dautore/comment-page-1/#comment-79355</link>

		<dc:creator><![CDATA[Patrizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2013 11:28:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Devo dire che noto sempre più spesso, soprattutto tra i giovanissimi, la convinzione che non si debbano pagare i contenuti reperibili in rete, qualunque essi siano. Sarà per il fatto di potervi accedere con un semplice click, sarà che hanno meno disponibilità economiche o semplicemente il gusto del proibito, ma non mi pare che la gente un pochino più informatizzata si faccia poi tanti scrupoli nello scaricare a sbafo. So di gente con hard disk pieni di film e musica, per i quali non ha sborsato un solo centesimo. Al di là delle questioni morali, trovo controproducente un tale atteggiamento proprio per l&#039;utente stesso. Lo dico a ragion veduta, essendoci passato anche io, salvo poi pentirmene per un motivo semplicissimo: quando si accumula tanto materiale in questo modo, si finisce per non fruirne mai. Diventa un gesto compulsivo, un voler accumulare a tutti i costi che sposta sempre più in là il momento in cui ci si dedica al contenuto scaricato. Personalmente, ho notato che quando le cose le pago le uso davvero, altrimenti rimangono lì, un ammasso di byte che non si sa quando riceverà la mia attenzione.
Oggi sento di gente che ha ereader pieni di ebook scaricati illegalmente. Gente che ha qualcosa come 6000 libri non letti -e che probabilmente non lo saranno mai- nel proprio dispositivo elettronico. Non riesco a non vedere me quando scaricavo musica e film in questi atteggiamenti. 
Da quel che vedo, credo che il problema più importante non sia tanto il DRM in sé, né il non poter cedere a terzi l&#039;uso dell&#039;ebook che si acquista, ma il prezzo e la mancata possibilità di spostare i propri file su ereader diversi, specie se si vuole migrare da un dispositivo mobi a uno epub e viceversa. Sulla carta, quanto previsto da certi produttori di ereader è perfetto: ti dò il mio lettore, accedi ai miei contenuti -e tali saranno sempre in quanto ti sto solo concedendo una licenza- e lo puoi fare solo sul mio dispositivo. Questo concetto, tra tutti, è il più assurdo, ancorché comprensibile dal loro punto di vista. Una soluzione, volendo ci sarebbe pure, ma non so quanto sia praticabile. 
Anzitutto andrebbe risolta la questione dell&#039;IVA, che è più alta per gli ebook rispetto ai libri, ma se non erro proprio di recente l&#039;Europa ha ribadito che così deve essere. A questo punto allora che si abbassi il prezzo in virtù del fatto che ci concedono una licenza e non il pieno utilizzo. Pagheremmo il prezzo pieno per un libro di carta che sappiamo non essere mai nostro? Tanto varrebbe allora creare una sorta di noleggio: si paga meno e passato un certo arco di tempo decade la licenza. Forse non è il massimo, ma potrebbe essere un&#039;alternativa che alcuni troverebbero interessante.
Altro discorso è il DRM e soprattutto il fatto di non poter migrare da un sistema a un altro. Questo, a mio avviso, è l&#039;aspetto più irritante per l&#039;utente finale. Il discorso dei prezzi è soggettivo e nessuno ci obbliga a fare un acquisto. Una volta acquistato qualcosa, però, non vedo perché non poterne fruire legalmente a piacimento, ovunque vogliamo. A quel punto è l&#039;editore -o chi per lui- a poter fare la differenza, concedendo la &#039;mobilità&#039; dell&#039;opera. Si potrebbe fare in modo, ad esempio, che il watermark attesti il regolare acquisto da parte di un dato utente e nel momento in cui questi volesse cambiare dispositivo di lettura (e magari anche formato) sia possibile scaricare gli stessi ebook nel nuovo formato. Meglio sarebbe se il tutto si potesse fare in automatico dal device stesso. Mettiamo che io abbia finora utilizzato solo un Kindle contenente 500 ebook regolarmente acquistati in formato mobi e tra 3 anni mi stufi e mi compri un nuovo dispositivo. Una soluzione potrebbe essere quella di permettermi di spostare manualmente tutti i miei file su quest&#039;ultimo il quale, una volta connesso al wifi e collegandosi ai server del produttore, mi darà la possibilità di riscaricare quanto da me precedentemente acquistato nel formato adatto al nuovo ereader.
La tecnologia sufficiente oggi c&#039;è. I servizi cloud pure. La volontà forse no.
Più i sistemi sono chiusi più si tenderà ad arginarne le protezioni. Adesso magari sono in pochi a barcamenarsi con Calibre e servizi affini, ma tra pochi anni, vista la crescente informatizzazione e i nativi digitali, tutto questo sarà alla portata di tutti indistintamente e a quel punto sarà troppo tardi. Né possono fingere di non sapere quale sia la realtà dei fatti. Continuare a farlo può solo nuocere a loro e -soprattutto- a chi decide di fare della scrittura il proprio mestiere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che noto sempre più spesso, soprattutto tra i giovanissimi, la convinzione che non si debbano pagare i contenuti reperibili in rete, qualunque essi siano. Sarà per il fatto di potervi accedere con un semplice click, sarà che hanno meno disponibilità economiche o semplicemente il gusto del proibito, ma non mi pare che la gente un pochino più informatizzata si faccia poi tanti scrupoli nello scaricare a sbafo. So di gente con hard disk pieni di film e musica, per i quali non ha sborsato un solo centesimo. Al di là delle questioni morali, trovo controproducente un tale atteggiamento proprio per l&#8217;utente stesso. Lo dico a ragion veduta, essendoci passato anche io, salvo poi pentirmene per un motivo semplicissimo: quando si accumula tanto materiale in questo modo, si finisce per non fruirne mai. Diventa un gesto compulsivo, un voler accumulare a tutti i costi che sposta sempre più in là il momento in cui ci si dedica al contenuto scaricato. Personalmente, ho notato che quando le cose le pago le uso davvero, altrimenti rimangono lì, un ammasso di byte che non si sa quando riceverà la mia attenzione.<br />
Oggi sento di gente che ha ereader pieni di ebook scaricati illegalmente. Gente che ha qualcosa come 6000 libri non letti -e che probabilmente non lo saranno mai- nel proprio dispositivo elettronico. Non riesco a non vedere me quando scaricavo musica e film in questi atteggiamenti.<br />
Da quel che vedo, credo che il problema più importante non sia tanto il DRM in sé, né il non poter cedere a terzi l&#8217;uso dell&#8217;ebook che si acquista, ma il prezzo e la mancata possibilità di spostare i propri file su ereader diversi, specie se si vuole migrare da un dispositivo mobi a uno epub e viceversa. Sulla carta, quanto previsto da certi produttori di ereader è perfetto: ti dò il mio lettore, accedi ai miei contenuti -e tali saranno sempre in quanto ti sto solo concedendo una licenza- e lo puoi fare solo sul mio dispositivo. Questo concetto, tra tutti, è il più assurdo, ancorché comprensibile dal loro punto di vista. Una soluzione, volendo ci sarebbe pure, ma non so quanto sia praticabile.<br />
Anzitutto andrebbe risolta la questione dell&#8217;IVA, che è più alta per gli ebook rispetto ai libri, ma se non erro proprio di recente l&#8217;Europa ha ribadito che così deve essere. A questo punto allora che si abbassi il prezzo in virtù del fatto che ci concedono una licenza e non il pieno utilizzo. Pagheremmo il prezzo pieno per un libro di carta che sappiamo non essere mai nostro? Tanto varrebbe allora creare una sorta di noleggio: si paga meno e passato un certo arco di tempo decade la licenza. Forse non è il massimo, ma potrebbe essere un&#8217;alternativa che alcuni troverebbero interessante.<br />
Altro discorso è il DRM e soprattutto il fatto di non poter migrare da un sistema a un altro. Questo, a mio avviso, è l&#8217;aspetto più irritante per l&#8217;utente finale. Il discorso dei prezzi è soggettivo e nessuno ci obbliga a fare un acquisto. Una volta acquistato qualcosa, però, non vedo perché non poterne fruire legalmente a piacimento, ovunque vogliamo. A quel punto è l&#8217;editore -o chi per lui- a poter fare la differenza, concedendo la &#8216;mobilità&#8217; dell&#8217;opera. Si potrebbe fare in modo, ad esempio, che il watermark attesti il regolare acquisto da parte di un dato utente e nel momento in cui questi volesse cambiare dispositivo di lettura (e magari anche formato) sia possibile scaricare gli stessi ebook nel nuovo formato. Meglio sarebbe se il tutto si potesse fare in automatico dal device stesso. Mettiamo che io abbia finora utilizzato solo un Kindle contenente 500 ebook regolarmente acquistati in formato mobi e tra 3 anni mi stufi e mi compri un nuovo dispositivo. Una soluzione potrebbe essere quella di permettermi di spostare manualmente tutti i miei file su quest&#8217;ultimo il quale, una volta connesso al wifi e collegandosi ai server del produttore, mi darà la possibilità di riscaricare quanto da me precedentemente acquistato nel formato adatto al nuovo ereader.<br />
La tecnologia sufficiente oggi c&#8217;è. I servizi cloud pure. La volontà forse no.<br />
Più i sistemi sono chiusi più si tenderà ad arginarne le protezioni. Adesso magari sono in pochi a barcamenarsi con Calibre e servizi affini, ma tra pochi anni, vista la crescente informatizzazione e i nativi digitali, tutto questo sarà alla portata di tutti indistintamente e a quel punto sarà troppo tardi. Né possono fingere di non sapere quale sia la realtà dei fatti. Continuare a farlo può solo nuocere a loro e -soprattutto- a chi decide di fare della scrittura il proprio mestiere.</p>
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		<title>
		Di: Alberto Pettarin		</title>
		<link>https://www.ebookreaderitalia.com/ebook-diritti-e-rovesci-del-diritto-dautore/comment-page-1/#comment-78489</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Pettarin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:43:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">//www.ebookreaderitalia.com/?p=9268#comment-78489</guid>

					<description><![CDATA[(Ops, mi e&#039; partito un invio di troppo)

Circa la questione della protezione: e&#039; dimostrato che il DRM non offre una protezione efficace, e in piu&#039; limita/infastidisce i consumatori onesti. Non e&#039; un caso che l&#039;industria discografica se ne sia liberata: prima o poi succedera&#039; anche con gli eBook.

Il watermark e&#039; accettabile come sistema &quot;deterrente&quot; (e&#039; comunque &quot;aggirabile&quot; pure esso), ma quello che veramente serve e&#039; un cambio (anche normativo) nella gestione dei rapporti tra editore, autore e lettore.

Personalmente auspico un cambio di paradigma nella concezione del &quot;bene eBook&quot;: da prodotto (&quot;compro (una licenza per leggere) il file&quot;) a servizio (&quot;compro l&#039;accesso a una &quot;biblioteca virtuale&quot; dove posso leggere quello che e quanto voglio).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Ops, mi e&#8217; partito un invio di troppo)</p>
<p>Circa la questione della protezione: e&#8217; dimostrato che il DRM non offre una protezione efficace, e in piu&#8217; limita/infastidisce i consumatori onesti. Non e&#8217; un caso che l&#8217;industria discografica se ne sia liberata: prima o poi succedera&#8217; anche con gli eBook.</p>
<p>Il watermark e&#8217; accettabile come sistema &#8220;deterrente&#8221; (e&#8217; comunque &#8220;aggirabile&#8221; pure esso), ma quello che veramente serve e&#8217; un cambio (anche normativo) nella gestione dei rapporti tra editore, autore e lettore.</p>
<p>Personalmente auspico un cambio di paradigma nella concezione del &#8220;bene eBook&#8221;: da prodotto (&#8220;compro (una licenza per leggere) il file&#8221;) a servizio (&#8220;compro l&#8217;accesso a una &#8220;biblioteca virtuale&#8221; dove posso leggere quello che e quanto voglio).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto Pettarin		</title>
		<link>https://www.ebookreaderitalia.com/ebook-diritti-e-rovesci-del-diritto-dautore/comment-page-1/#comment-78488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Pettarin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:35:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una precisazione: da quanto mi risulta, un autore non ha obbligo di iscrizione alla SIAE e puo&#039; tranquillamente gestire da se&#039;, come meglio crede, i diritti derivanti dalle proprie opere.

Inoltre, se si distribuisce (vendita compresa) software tramite download (come nel caso degli eBook), non c&#039;e&#039; obbligo di adempiere agli stessi obblighi (e.g., bollino) che si avrebbero, ad esempio, distribuendo CD musicali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una precisazione: da quanto mi risulta, un autore non ha obbligo di iscrizione alla SIAE e puo&#8217; tranquillamente gestire da se&#8217;, come meglio crede, i diritti derivanti dalle proprie opere.</p>
<p>Inoltre, se si distribuisce (vendita compresa) software tramite download (come nel caso degli eBook), non c&#8217;e&#8217; obbligo di adempiere agli stessi obblighi (e.g., bollino) che si avrebbero, ad esempio, distribuendo CD musicali.</p>
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