Continuare a essere librai al tempo di Tolino

Il libro digitale cambia la lettura e anche i librai, se vogliono stare al passo con i tempi. Questo “guest post” di Nicola Cavalli, direttore della Libreria Ledi International Bookseller, dà alcuni spunti di riflessione sull’ecosistema Tolino, che in Germania sta tenendo testa ad Amazon.

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Durante un recente incontro dei distributori digitali europei a cui ho partecipato, nell’ambito della manifestazione ReadMagine, ho avuto modo di ascoltare la presentazione dei servizi e del modello Tolino.

In brevissimo, Tolino è una partnership fra diversi librai tedeschi, sia di catena sia indipendenti, con la storica libreria Hugendubel, nelle vesti di capofila, che hanno scelto Deutsche Telekom come partner tecnologico che provvede a fornire i device, prodotti come di consueto in Asia, oltre alle applicazioni di lettura e alla piattaforma tecnologica. Tolino è quindi sia un device, sia un ecosistema di acquisto e lettura digitale che può competere con quello di Amazon. In questo modo viene fornito ai librai un sistema in cui loro devono solo concentrarsi sul rapporto con il cliente e sulla creazione di offerte. Dalla Germania Tolino si sta espandendo in Italia, grazie alle partnership con Messaggerie Libri (Ibs.it e Il Libraccio), e in Belgio, oltre all’importante partnership interna con Libri, il maggior distributore librario tedesco. Per chi volesse approfondire rimando a questo articolo.

La forte presenza negli store fisici, con 1500 “store in store”, ha permesso all’azienda a fine 2014 di superare Amazon nel mercato tedesco. Dai dati presentati risulta che nel Q3 2014 Tolino risultasse avere il 44% del mercato, comparato con il 42% di Amazon. Nel quadrimestre finale del 2014 Amazon, pur recuperando, sembra averlo fatto a spese degli altri competitor (Kobo, Apple), rimanendo però sempre dietro a Tolino.

Ora è vero che il più importante gruppo distributivo italiano ha adottato questa soluzione, ma il mondo degli ebook è ancora visto con molta diffidenza dai librai tradizionali italiani, in particolare da quelli indipendenti. La storia di Hugendubel – una catena di librerie, ma ancora di proprietà e diretta dagli eredi dei fondatori – dimostra invece come con il coraggio di affrontare le novità, di cavalcare, comandare e direzionare il cambiamento si possano trovare delle soluzione per continuare a essere librai, a fare i librai, anche se in un mutato contesto. In fondo, e forse anche di più, i libri digitali hanno bisogno di consigli, aiuti e di un’attività di information literacy, di digital literacy che i librai potrebbero offrire. Certo dovrebbero essere i primi ad abbracciare e dominare il cambiamento, per poi poterlo spiegare ai propri clienti. La storia di Tolino e di Hugendubel ci dice proprio questo: sfruttando l’interazione fra fisico e virtuale e quindi utilizzando persone vere, negozi e spazi fisici reali, si può aiutare il libro digitale a diffondersi, si possono trovare e fidelizzare nuovi e vecchi clienti, anche se non comprano libri cartacei ma elettronici e, forse, si può guardare al futuro con meno timore di un’egemonia di Amazon.

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Nicola Cavalli, direttore della Libreria Ledi International Bookseller di Milano, è l’ideatore di LibrInnovando.

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