Da Kobo spira un vento di “self-publishing news”

Il self-publishing in sé non è un fenomeno assolutamente nuovo, ma ha trovato un alleato vincente nelle galoppanti novità della tecnologia che riescono ad assicurare maggiori dimensioni comunicative e di circolazione.

Per molti autori il ricorso all’auto-pubblicazione si traduce spesso in successo di ebook, che porta con sé anche la possibilità di un successo in formato cartaceo: esempio tipico, quello di Amanda Hocking con la sua trilogia fantasy, pubblicata inizialmente in digitale su Amazon realizzando più di un milione di copie vendute, e poi pubblicata dalla St Martin’s Press (Pan MacMillan).

Tutto questo per arrivare alla notizia del momento: Kobo, proprio per implementare e migliorare le possibilità di self-publishing sulla sua piattaforma Kobo Writing Life (KWL) – inaugurata con successo lo scorso anno -, ha presentato ufficialmente alcune nuove funzionalità avanzate utilizzabili direttamente dalla relativa dashboard.

Una su tutte, quella di poter utilizzare uno speciale editor online incluso nella piattaforma KWL, il cosiddetto  What You See Is What You Get (WYSIWYG), attraverso il quale l’autore avrà la possibilità di vedere effettivamente il risultato finale del proprio lavoro, anche da un punto di vista grafico, bypassando quindi la fase della riconversione di documenti in formato Microsoft Word o Rich Text Format.

La piattaforma pubblica il contenuto nel formato ePub, ma l’azienda offre assistenza per la conversione di file Word, Open Office e mobi.

Altre funzionalità riguardano la possibilità di ottimizzare il file convertito, l’opportunità per un autore di formattare il file secondo il proprio gusto e le proprie intenzioni, come anche quella di poter esercitare un maggiore controllo editoriale.

Mark Lefebvre, Director of Self-Publishing and Author Relations dell’azienda con base a Toronto, ha dimostrato la sua soddisfazione per l’innovazione nel campo self-publishing, evidenziando il ruolo importante di questa “nuova specie” di autori: autori che si sono evoluti, sono cresciuti, si sono staccati dal grembo materno dell’editore e oggi decidono di pubblicarsi da soli.

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