Ebook e personalizzazioni della reading experience

Ogni tanto mi capita di pensare a quei vecchi film in bianco e nero in cui la triste e anziana signora vittoriana, quasi abbandonatasi sulla sua sedia e ormai vinta dalla vecchiaia (e da problemi di vista), è costretta a rivolgersi alla sua dama di compagnia per trovare conforto nella lettura. Se fosse vissuta oggi, la signora probabilmente non avrebbe avuto grandi problemi del genere con i nuovi dispositivi ereader e avrebbe potuto risparmiare sulla badante!

Una delle caratteristiche che, infatti, sembra riscontrare maggiormente il favore degli utenti è quella di personalizzare la propria reading experience, di cucirla su di sé, come un abito sartoriale fatto su misura.

Controllare spaziatura, dimensioni del carattere e dell’interlinea, scegliere il carattere preferito tra una serie di font, quello più vicino ai propri gusti o semplicemente quello più leggibile per un paio di occhi stanchi: tutto questo adesso è realtà, ed è proprio questa caratteristica ad aver convinto una buona fetta di lettori a provare, almeno per una volta, il “brivido” del dispositivo elettronico.

Il discorso dei font merita un approfondimento.
I modelli di ereader più vecchi, alcuni dei quali ancora in commercio, prevedono solo uno o due font disponibili per la lettura. Al massimo, in alcuni casi, c’è la possibilità di fruire del font originale del file scaricato, messo a disposizione dall’editore. Io che, per esempio, posseggo il modello base di Kindle ho solo queste possibilità.

Al contrario, gli ereader recenti (in cui rientrano, solo per citarne alcuni, Kindle PaperWhite – acquistabile qui -, Kindle Touch e Kobo Glo e Aura – acquistabile qui) hanno già di base un più ampio ventaglio di scelta. Ma, mentre nel caso di Kobo o LeggoIBS è possibile aumentare la gamma di font prelevandoli, per esempio, dal web, per casa Amazon l’argomento sembrerebbe restare tabù.

Tuttavia, per i più esigenti esistono astute soluzioni: la possibilità di aggiungere i propri font preferiti anche su dispositivi Kindle (tranne su Kindle Fire e alcune versioni di Kindle Touch).

Come abbiamo mostrato qui, è infatti possibile utilizzare una piccola scappatoia senza per questo ricorrere a operazioni di jailbreaking. Ovviamente il tutto vale sia per ebook protetti da DRM sia non.

A mio avviso, c’è anche un altro fattore da considerare quando si parla di questo tipo di digital experience: quanto conta, nell’ambito di una soddisfacente esperienza di lettura, la cura di un testo digitale?

Insomma, a volte mi ritrovo ad acquistare o scaricare (quando sono in free edition) ebook d’infima e imbarazzante qualità, sia da un punto di vista di formato e grafica, sia di corretto sfruttamento di metadati, ma anche a livello di traduzione, critica e struttura del testo (quando, per esempio, sono previste note esplicative o di commento). Solo perché digitale, un testo non perde la sua dignità e il diritto di essere letto nella sua completezza. E noi lettori di certo ne siamo consapevoli.

Quando la curatela editoriale ha smesso di essere importante? Forse nel “trasloco” dalla carta agli schermi che vanno a inchiostro elettronico?

Noi di eBookReaderItalia.com siamo curiosi di sapere che cosa pensate di queste nuove opportunità di personalizzazione dell’esperienza di lettura. Vorremmo sapere, per esempio, se la possibilità di un più ampio “spazio di manovra” nella lettura di un testo è per voi davvero un incentivo all’utilizzo di un dispositivo ereader. Ma anche quanto è importante nelle vostre priorità di scelta la cura editoriale riservata all’ebook.
Attendiamo commenti, suggerimenti e riflessioni, come sempre.

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6 Comments

  1. Ultimamente le cose stanno migliorando, sul mercato arrivano sempre meno eBook con problemi pacchiani (tipo i refusi da OCR o la TOC assente).

    Tuttavia la mia impressione e’ che molte (delle sempre poche) risorse vengano destinate a creare eBook “belli da vedere” (e.g., CSS ipertrofici e spesso troppo vincolanti per l’app di lettura e quindi il lettore finale) ma poche risorse siano destinate a creare eBook “ergonomici da usare” e che offrano veramente “qualcosa in piu’” rispetto al cartaceo.

    E non parliamo nemmeno di questioni di accessibilita’, che si potrebbe discutere per ore degli orrendi guazzabugli di e che nascono dalla volonta’ di “ricreare” la *medesima* resa visuale del cartaceo.

    Mi pare che non sia ancora ben passato il concetto che un eBook sia un “oggetto” fondamentalmente diverso dal pBook del medesimo testo. Mi pare ragionevole assumere che il principale obbiettivo di un lettore sia la fruizione del contenuto di un libro: nel caso degli eBook, gli editori (o chi produce i file per loro) hanno il compito di rendere l’esperienza di lettura il piu’ funzionale possibile — esattamente come generazioni di tipografi hanno creato “regole” tipografiche per “ottimizzare” l’esperienza di lettura su carta.

  2. Alberto, sì, quella di cui parli è la produzione di ebook disfunzionali.
    Disfunzionali alla lettura.

  3. Ho un Sony PRS-T1, che dà qualche opzione di formattazione, ma non più di tante, e nel caso di libri “impaginati” male poco si può fare.
    Quando ho visto per la prima volta il Kobo Glo, in cui puoi definire anche interlinea e spazio a bordo pagina, mi sono detto subito: “anch’io voglio questa funzione!” (anche se poi, usandolo brevemente, continuo a preferire il Sony per molti altri aspetti).

    Anch’io sono molto seccato dalla cattiva qualità di molti ebook. E’ vero che molti di questi hanno un prezzo bassissimo e anche i loro equivalenti di carta non sono molto curati, ma mi dà veramente molto fastidio. E non succede solo per editori da sempre focalizzati sul prezzo basso a scapito della qualità (Newton Compton su tutti: ho praticamente smesso di comprare libri loro). Capita di criticare anche Adelphi, che mai mi aveva fatto rimpiangere un acquisto su carta. Possibile che editori generalmente attenti a una resa grafica piacevole e funzionale non si rendano conto che lo stesso deve valere sul libro elettronico?

  4. Mah, che dire…. Io solitamente bado molto ai contenuti e pur di fruirli non tengo molto all’estetica. Fondamentale, invece, è la personalizzazione della dimensione dei caratteri. E’ per questo motivo che leggo solo ebook e ho abbandonato il cartaceo; non devo più scartare libri con caratteri troppo piccoli per la mia vista!

  5. Pingback: Ebook? Don’t panic! - Libriamo Tutti