Gli Stati Generali dell’Editoria aprono a Roma il 25 marzo

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto a Roma lunedì 25 marzo il primo tavolo di confronto per gli Stati Generali dell’Editoria. L’incontro è a inviti ma è possibile seguirlo on line in streaming a partire dalle 9 sul sito del Governo.

Il riordino della filiera editoriale ha carattere di urgenza nell’attuale società dell’informazione.

I lavori promossi da Vito Crimi, sottosegretario all’editoria, si concentreranno sulla presenza di esperti e rappresentanti che provengono dai più diversi comparti del settore: dagli editori tradizionali ai quotidiani a stampa, dal mondo delle news on line e delle testate giornalistiche digitali agli organismi associativi delle aziende che operano in pubblicità e comunicazione, fino ad arrivare al comparto delle edicole.

Già in gennaio il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli aveva incontrato i rappresentanti dell’industria editoriale.

L’editoria tra innovazione e diritto dei lavoratori

Gli Stati Generali dell’Editoria tratteranno dei temi di tutta la filiera: il diritto all’informazione, la deontologia professionale, ma anche la cartotecnica, la stampa e la distribuzione (quest’ultima in particolare spesso sotto i riflettori quando vengono lesi i diritti dei lavoratori negli stabilimenti di Amazon e nell’indotto o come di recente nell’impianto distributivo di Stradella, Pavia, che serve la filiera dei grandi editori).

La disruption che vive il settore editoriale deve confrontarsi con le esigenze di innovazione, con la gig economy, senza dimenticare che al centro vanno riportati i diritti del lavoro: non dimentichiamo che a fine 2018 risale il rinnovo del contratto nazionale dei poligrafici (che tutela i dipendenti di aziende editrici, stampatrici di giornali quotidiani e di agenzie di stampa), mentre il contratto dei grafici, cartotecnici ed editoriali è scaduto nel dicembre 2015 ed attende da oltre 3 anni il rinnovo da parte delle aziende editoriali.

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Fonte:

Diretta streaming degli Stati Generali dell’Editoria su governo.it

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