Inchiostro elettronico:parliamo di E-Ink e SiPix

Oggi vediamo E-Ink e SiPix, due tecnologie utilizzate per la realizzazione degli schermi della maggior parte dei lettori ebook presenti sul mercato in questo momento.
In particolare negli ultimi giorni si è parlato molto di SiPix perchè è stata adottata da BooKeen, un produttore francesce, che per il suo nuovo Cybook Orizon si è avvalso proprio di questa tecnologia. Ma SiPix è già presente nel nostro paese in un altro dispositivo, forse meno noto al grande pubblico:l’eVreader WT di DEVO di cui abbiamo già visto l’unboxing.

Per chi già conosce l’inchiostro elettronico il post risulterà forse noioso, per chi invece, e sono tanti, sente parlare per la prima volta di ebook ed e-reader potrebbe essere utile soffermarsi un attimo per capire come è costruito lo schermo di questi dispositivi.

E-Ink
E-Ink (qui il sito) è la tecnologia di PVI (qui il sito) che risulta essere al momento la più usata per la realizzazione di schermi ad inchiostro elettronico tant’è che il termine “E-Ink” è diventato sinonimo proprio di “inchiostro elettronico” o “epaper”.
Uno schermo E-Ink non è retroilluminato, a differenza dei classici LCD di netbook, notebook e dei più recenti tablet, ed è costituito da due sottili strati di plastica trasparente che contengono migliaia di microcapsule del diametro di circa 0,3 mm.
Ogni microcapsula contiene del fluido chiaro nel quale sono immerse, in sospensione, delle particelle di colore bianco, con carica positiva, e nero, con carica negativa.

Lo vediamo qui sotto

come funziona la tecnologia E-Ink

(fonte E-Ink Corporation)

Ai due strati di plastica sono applicati degli elettrodi in grado di fornire corrente elettrica;
quello superiore è trasparente ed è rivolto all’utilizzatore, quello inferiore è interno al dispositivo.
L’applicazione di una carica negativa (con segno “-” nel disegno sopra) ad un elettrodo attira le particelle bianche di segno opposto (positive) respingendo quelle nere (negative) che raggiungeranno così la superficie superiore trasparente; viceversa applicando una carica positiva (con segno “+”) saranno le particelle bianche a raggiungere la superficie esterna con quelle nere che andranno a collocarsi sulla supeficie interna. In questo modo governando opportunamente l’applicazione di corrente agli elettrodi si vengono a generare sulla superficie superiore (che è rivolta all’utilizzatore) dei caratteri e delle immagini.

L’inchiostro elettronico che viene usato per la produzione degli schermi degli e-reader è bistabile, nel senso che, per funzionare, non richiede l’alimentazione nei due stati finali (particelle bianche o nere sulla superficie trasparente) ma solo durante il passaggio si stato; significa che la batteria viene chiamata in causa per fornire la corrente agli elettrodi solo durante la transazione da uno stato all’altro. Ad esempio: se le particelle nere sono sulla superficie superiore (stato stabile) , l’utilizzatore vedrà sullo schermo un punto nero. Per far ”migrare” queste particelle sulla parete interna devo applicare agli elettrodi una carica (positiva).
Questo significa che l’ebook reader consuma batteria solo durante il cambio pagina ed è per questo motivo che, di solito, la durata della batteria non è espressa in ore ma in giorni o in cambi pagina. Il Kindle 3 ha una autonomia di 14 giorni circa (con wifi spento).

SiPix
E’ la tecnologia rivale di E-Ink di proprietà di AUO (qui il sito), un produttore di hardware taiwanese molto attivo nel campo dell’epaper anche con la realizzazione di propri dispositivi.

Uno schermo SiPix è costituito da migliaia di Microcup. Potete considerare le Microcup come dei microscopici contenitori ripieni di liquido nel quale sono immerse delle particelle conduttrici. Ecco un dettaglio della struttura di un display SiPix (tralascio la modalità di realizzazione) :

dettaglio display SiPix

Le Microcup sono racchiuse tra un conduttore trasparente, sopra al quale poggia uno strato di plastica PET, e da una lamina sigillante alla quale è appiccicata il secondo conduttore.

come funziona la tecnologia SiPix

(fonte AUO)

La differenza sostanziale rispetto ad E-Ink la vediamo subito dai disegni: le Microcup sono quadrate (ma possono essere anche esagonali) e contengono un liquido di colore nero e delle particelle di colore bianco. Nell’E-Ink invece abbiamo delle microcapsule sferiche all’interno delle quali ci sono particelle bianche e nere immerse in un liquido chiaro.

Anche nel caso del SiPix l’applicazione di una carica positiva all’elettrodo inferiore dà luogo allo spostamento delle particelle bianche verso la superficie trasparente. Queste particelle essendo altamente riflettenti rifletteranno la luce dell’ambiente e quindi lo schermo risulterà bianco. Vicersa quando le particelle bianche sono “adagiate” sull’elettrodo interno quello che si vedrà sullo schermo sarà il colore nero, cioè quello del liquido. (però il liquido può essere anche di colore rosso, blu, verde e oro) .

E-Ink o SiPix ?
Bella domanda :-)
La tecnologia E-Ink di PVI è stata adottata dai principali produttori di ebook reader ed è la prima ad essere stata portata sul mercato di massa per l’inchiostro elettronico. PVI ha realizzato in questi anni due tipi di schermi E-Ink: il “Vizplex” montato su molti dei lettori ebook in circolazione e il “Pearl”, più recente e migliore, per ora installato sui Kindle 3 di Amazon e sui Sony PRS che sono tra l’altro touschscreen. Come abbiamo già visto, tra i due è preferibile il “Pearl“.
SiPix di AUO invece è una tecnologia più recente; c’è da aspettarsi una fase di assestamento della produzione, dei prezzi e anche delle migliorie tecniche.
In Italia la possiamo trovare sul Devo EWTreader, Kiwie EWT-libro e come detto prima, sul nuovo BooKeen Orizon (ma BooKeen già commercializza altri dispositivi con schermo E-Ink).

Chi non ha dubbi è Kiwie, vedi l’immagine sotto (fonte:Kiwie) . Per ora “suona” un po’ troppo da marketing !

SiPix - E-Ink a confronto

Passando al concreto ecco invece uno zoom di uno schermo Sipix dove si vedono bene le Microcup a griglia esagonale

dettaglio macro schermo SiPix

e lo schermo del Kindle DX “Pearl”

dettaglio macro E-Ink Pearl

(fonte:The Digital Reader, qui)

Le due immagini a mio parere non contribuiscono a chiarire molto le idee anche perchè sono riferite a testi diversi.
Comunque in questi giorni proverò l’eVreader WT (che è SiPix) e spero di riuscire a fornire qualche informazione in più.
Tags: , , ,
Trovato questo articolo interessante?
Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche di Google. Diffondere contenuti che trovi interessanti aiuta questo blog a crescere. Grazie!

9 Comments

  1. Grazie, non conscevo proprio SiPix! Per certi versi, è una tecnologia molto più simile all’lcd rispetto all’e-ink. Se il liquido può essere anche rosso, blu o verde significa che è possibile creare immagini RGB; bisognerà attendere solo il momento in cui le microcup saranno abbastanza piccole da permettere una gestione ottimale del colore.
    Grazie ancora.

  2. Pingback: Da Gamma Dynamics novità per l’inchiostro elettronico | eBookReader Italia

  3. Secondo me potrebbe essere decisivo conoscere i valori del rapporto di contrasto.

  4. Pingback: I caratteri di E-Ink e SiPix | eBookReader Italia

  5. Pingback: Asus DR-900, meglio tardi che mai… | eBookReader Italia

  6. Pingback: Inchiostro elettronico « futurodelibro

  7. Pingback: Ebook:Vizplex, Pearl o SiPix? | eBookReader Italia

  8. Pingback: Voglio e-leggere « Memorandom

  9. Pingback: E-BOOK: MITI DA SFATARE | A Deep Look Inside Ebook