Dove compro gli ebook?

Ecco la madre di tutte le domande, che fiocca in ogni forum e ogni blog dedicato ai libri elettronici:

«Ho comperato un ebook reader, e adesso dove posso trovare gli ebook da caricarci su?».

Nel rispondervi, organizzeremo un bell’elenco di siti dai quali scaricare a man bassa tutto il leggibile in digitale (pagandolo, s’intende): ma prima di darvi i nomi dei maggiori siti che vendono ebook, faremo anche una piccola digressione ragionata su quanto sta avvenendo in Italia nell’offerta dei contenuti in formato elettronico.

Innanzitutto, guardiamo a quel che accade in altri mercati, come quello USA, quello della Gran Bretagna o più semplicemente quello francese. In questi paesi i libri elettronici disponibili si contano nell’ordine di cifre a cinque zeri, quindi sopra i 100.000.

In Italia, invece, i titoli distribuiti si aggirano appena oltre gli 8000, un’offerta davvero esigua. Gli editori italiani, infatti, hanno temporeggiato partendo solo lo scorso 2010 nel rendere disponibili i titoli cartacei anche in formato digitale e quindi il mercato sconta questo ritardo e gli ebook sono per ora in numero contingentato. (Dati aggiornati sul venduto in Italia li trovate qui.)

La situazione della distribuzione ebook nel “Bel Paese” segna poi un’altra particolarità tutta italiana. Mentre per esempio negli Stati Uniti il mercato ebook è nato con Amazon, che si è imposto come operatore unico (almeno per i primi anni) e unico interlocutore per gli editori – che proprio al produttore di Kindle si appoggiano anche per tutti i servizi connessi alla conversione dei libri e alla gestione dei download e dei metadati – , in Italia nel 2010 c’è stata una corsa a impiantare piattaforme di distribuzione e – non appena il business si è maggiormente delineato – è nato un arcipelago di store on line. Sennonché questa sorta di tempesta degli ebookstore ha riprodotto la stessa struttura della distribuzione cartacea, cioè una “filiera lunga”. E più la filiera di distribuzione si allunga più il prezzo finale al consumo cresce, perché aumentando il numero di operatori ognuno aggiunge (giustamente) una sua percentuale remunerativa (piccola o grande che sia), che pesa sul prezzo finale del prodotto.

Così, per esempio, a fronte di una commissione di distribuzione del 5% a Stealth, ogni ebookstore poi sul prezzo di copertina chiede all’editore tra il 20% e il 30% per smerciare on line gli ebook. I costi della distribuzione che in Italia molto pesano sul cartaceo, pesano quindi pressocché in eguale misura anche sugli ebook proprio per questo riproporre una filiera lunga di operatori prima di giungere al consumatore finale.

Ecco in parte spiegata la scelta di alcuni editori nel campo del pricing: prezzi molto alti con ebook che superano i 10/13 euro, quando invece il possessore medio di ereader desidererebbe titoli a prezzi non superiori ai 5/7 euro.

Ci domandiamo che cosa potrà accadere ora che anche Amazon ha aperto il suo avanposto in Italia con Amazon.it. Per ora l’offerta di ereader ed ebook da parte del colosso americano non è delineata e rimanda ancora al sito .com, ma c’è da sperare che presto si pronunci con offerte capaci di smuovere prezzi e concorrenza anche nell’immaturo mercato italiano.

Ed ora, dopo questo nostro accenno alla situazione “ebook ITA”, lasciamo spazio ai luoghi – certo virtuali – dove potete trovare gli ebook.

(Quando cercate un ebook ricordate comunque sempre che è possibile rintracciarlo anche attraverso il nostro motore Trova eBook.)

Distributori di ebook

I maggiori distributori del settore li avevamo presentati in un precedente post e sono Stealth – espressione di Simplicissimus Book Farm, che per primo in Italia ha intravvisto il business legato al mondo degli ereader e degli ebook grazie all’intuito di Antonio Tombolini – , BookRepublic, Biblet ed Edigita.

Per completezza segnaliamo qui anche ebooksitalia.com, che non avevamo compreso nel post sulle piattaforme di distribuzione perché, pur avendo un deciso assetto da distributore, nasce con una storia tutta diversa: da sito fondato dall’editore Simonelli nel 2004 – quindi ben prima che si scatenasse la cosiddetta tempesta degli ebookstore - ha poi messo a disposizione il know how interno all’azienda e l’infrastruttura informatica affinché altri piccoli e piccolissimi editori potessero distribuire contenuti digitali con un orientamento sovranazionale.
[ aggiornamento dell'8/03/2011 ]

Retailer on line

Tra distributore e lettore vi è poi la figura del retailer, cioè l’operatore che vende l’ebook al dettaglio in Rete. Individuiamo tipi diversi di retailer:

- le librerie on line (già presenti da anni e specializzate nella vendita dei libri a stampa) che hanno ora aperto una sezione per i libri elettronici

- gli store dedicati solo ed esclusivamente agli ebook

- i mediastore che hanno ora avviato un canale per ebook.

Librerie on line. Le librerie on line che già da tempo operavano in Italia nell’e-commerce librario in buon numero hanno aperto una sezione dedicata agli ebook. Troviamo i big del settore e nella maggior parte si rifanno alla distribuzione proveniente da Stealth. L’offerta risulta piuttosto omologata nei titoli e nei prezzi, ma ogni operatore si differenzia per le sue specificità nei servizi di download, in eventuali promozioni, nel servizio clienti e supporto e, non da ultimo, propone magari una più completa offerta fatta di device integrati al negozio on line, come nel caso dell’ereader Biblet per l’omonimo store, oppure del LeggoIBS (quest’ultimo a causa di un lancio affrettato sotto il periodo natalizio 2010 è stato poi costretto a rivedere le date di consegna e il lettore promesso per il 20 gennaio è stato spedito solo a fine febbraio ai primi clienti).

Anticipiamo che all’elenco delle librerie on line che vi diamo in ordine rigorosamente alfabetico si aggiungeranno nei prossimi mesi libreriauniversitaria.it e webster.it che sono in dirittura d’arrivo nel definire gli ultimi passi contrattuali per immettere sui loro siti gli ebook.

bol.it (potete collegarvi a bol.it anche attraverso la nostra pagina affiliazioni)

deastore.com

ibs.it

ilLibraio.it

lafeltrinelli.it (potete collegarvi a lafeltrinelli.it anche attraverso la nostra pagina affiliazioni)

libreriaRizzoli.it

Tra le librerie on line accenniamo anche all’ambito dell’editoria confessionale cattolica: sono scaricabili gli ebook di eLiber, iniziativa promossa dalla Libreria del Santo di Padova.

Ebookstore dedicati. Ed ecco gli store che hanno aperto espressamente per vendere solo libri elettronici (e in alcuni casi ereader). A nostro modesto parere la vera e propria tempesta degli ebookstore, nel senso che gradinano in Rete uno dopo l’altro, deve ancora venire. I maggiori che operano ad oggi sono i seguenti (i primi due in elenco sono anche piattaforme di distribuzione):

biblet.it

bookrepublic.it

ebook.it

Simplicissimus Store (la libreria on line che a breve assumerà il nuovo marchio Ultima Books)

Nel comparto dei libri di testo trovate ebook di alcuni dei maggiori editori di scolastica su Scuolabook.

Mediastore con sezione ebook. Vi sono poi i mediastore che accanto ad hardware, mass media e ad apparecchi di varie categorie merceologiche presentano nei loro siti anche i contenuti digitali. Mediaworld, per esempio, ha inaugurato net-ebook.it.

Si inscrive tra questi mediastore anche Amazon.it, che per ora non è ancora fattivamente partito con le offerte di lettori ebook e libri digitali. In un futuro vicino c’è da immaginare che anche Fnac.it si consorzi con un distributore per offrire on line ebook.

Ecco tracciato un ritratto della vendita al dettaglio di ebook in Italia: il fenomeno però sta cambiando a velocità vertiginosa e quindi in chiusa a questo post già vediamo profilarsi in Rete nuovi attori della vendita di libri elettronici. Aggiorniamoci allora tra qualche mese per stilare una nuova analisi, vedrete che in parte la “bolla digitale” avrà variato il panorama degli store e magari mietuto già le sue prime vittime tra quanti, parvenu dell’editoria digitale, avevano cavalcato il miraggio del business ma senza davvero conoscere gusti, priorità ed esigenze dei lettori di ebook. :-)

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55 Comments

  1. Gentili Signori,
    se da una parte vi ringrazio della vostra “magnanima” completezza dell’informazione, dall’altra consentitemi di esprimere tutta la mia indignazione nel vedere che anche voi siete complici della campagna di delegittimazione che viene sistematicamente condotta nei confronti del Progetto eBooksItalia da quando altri hanno scoperto in Italia gli eBook.

    1 – NON E’ VERO che eBooksItalia.com sia nato come sito di Simonelli Editore (Simonelli Editore ha il suo sito dal 1996 che è http://www.simonel.com), eBooksItalia.com è un progetto di proprietà di Simonelli Editore realizzato a partire dal 2004, come Stealth è di proprietà di Simplicissimus Book Farm ed è operativo dal 2010. 

    2 – eBooksItalia è un Marchio autonomo Depositato, di proprietà di Simonelli Editore.

    3 – E’ eBooksItalia e non Simonelli Editore che offre gratuitamente a tutti gli editori che aderiscono al progetto – e lo scrive anche nel contratto di adesione – tutto il know how necessario affinché possano provvedere direttamente attraverso le loro forze redazionali a produrre gli eBook nei vari formati.

    4 – eBooksItalia ha stabilito sinergie internazionali per cui i suoi eBook hanno attualmente una distribuzione globale e vengono venduti non soltanto su eBooksItalia ma anche su circa 80 altri eBookShop di tutto il mondo. E attraverso queste sinergie internazionali i propri eBook “tornano” anche su altri eBookshop italiani (vedasi Deastore) bypassando tentativi di distribuzione monopolistica in atto nel nostro Paese.

    5 – eBooksItalia ha contemporaneamente anche una sua versione in Inglese in cui vende eBook in Inglese, Francese, Spagnolo, made in Italy e non. Vende tra l’altro la versione a fumetti dei romanzi della HARLEQUIN prodotti dai giapponesi di Softbanck Creative Corp

    6 – eBooksItalia è a disposizione di tutti gli editori italiani e stranieri che aderiscono al proprio progetto di distribuzione e vendita, sono naturalmente benvenuti i piccoli ed i piccolissimi. 

    Quindi, alla luce di tutto questo, credo che quando parlate di eBook non è un esempio di completezza dell’informazione se distinguete eBooksItalia da BookRepublic, Edigita, Biblet eccetera.

    Cordialmente

    Luciano Simonelli

  2. facciamo un esempio reale da catalogo IBS:

    Edizione cartacea in vendita a 15,60 euro

    E-book in vendita a 13,99 euro.

    vuol dire che stampare, rilegare, trasportare ecc… costa 1,61 o che sull’E-book vogliono guadagnarci 5 volte tanto?

    • La seconda che hai detto. In Italia è uno schifo, gli e-book dovrebbero costare non più di 4 euro.

  3. elena asteggiano says:

    gentile luciano simonelli,
    lungi da me (noi) l’idea di delegittimare il progetto eBooksItalia, che peraltro conosciamo essere tra i primi a occuparsi di ebook in Italia, certo prima che se ne facesse un gran parlare con gli ereader a inchiostro elettronico.
    il nostro intento nel distinguerlo dagli altri distributori si motiva con il fatto che eBooksItalia mira molto a un mercato ormai sovranazionale mentre nel nostro post si parlava espressamente del piccolo giardino degli “ebook ITA” e poi perché eBooksItalia non nasce nella “tempesta degli ebookstore” dell’ultimo anno, mentre tutti quelli citati nel nostro post sono figli giovani proprio di questa corsa all’ebook.
    non voglia quindi interpretare in modo offensivo le nostre righe, faremo in modo, per quanto possibile, di correggere le imprecisioni.
    la stimiamo tra i nostri lettori

  4. elena asteggiano says:

    @aldo, vedi bene dal tuo raffronto tra libro a stampa ed ebook che qualcosa nel prezzare il secondo non va.
    nonostante si dica che il prezzo dell’ebook non va proporzionato a quello del libro cartaceo ma semmai tenuto al max tra i 5/7 euro (perché il suo diretto concorrente non è il cartaceo ma la copia illegale di quello stesso titolo che gira in torrent, peer-to-peer, emule & c. a costo zero), ecco che poi la politica dei prezzi è al rialzo.
    sai, temo che parlando di “filiera lunga” ho dato forse per scontato che tutti sapessero che se sul libro a stampa grava “stampare, rilegare, trasportare”, su quello elettronico la distribuzione è cara perché fatta di tutto quel che l’editore internamente non ha: l’infrastruttura informatica, il know how tecnologico, le figure tecniche aggiornate su conversione del magazzino pregresso, epub e tutti gli altri formati, drm, ebook design, e così via.

    • Mi dispiace ma non credo proprio che trovare informatici preparati e creare un metodo di distribuzione online costi quanto stampare, rilegare, distribuire e pubblicizzare un cartaceo. C’è soltanto chi si vuole arricchire facendo il meno possibile e spacciando per nuova una tecnologia che in altri posti è già collaudata da molto tempo. Diciamo le cose come stanno!

  5. Qualcuno è stato a Rimini all’Ebook Lab?

    • elena asteggiano says:

      purtroppo noi del blog no (impegni famigliari), l’abbiamo seguito su twitter dall’hastag #ebooklab

  6. La filiera lunga, come giustamente detto, è uno dei motivi per cui il prezzo di un libro elettronico non può essere drasticamente inferiore a quello del suo equivalente cartaceo. Vanno considerate, oltre alla percentuale trattenuta dal distributore, che a buona ragione fa pagare una serie di servizi che non rientrano nelle competenze dell’editore (e che sarebbe antieconomico acquisire) e la percentuale trattenuta dal retailer, il costo di conversione, adattamento e gestione del materiale elettronico (costo in termine di risorse umane e tecniche). La mia impressione è che si tenda a sopravvalutare il costo della stampa (materiali e manodopera) e si ascriva la politica di prezzo degli editori alla volontà di boicottare il nuovo segmento di mercato; un libro elettronico “vero”, un prodotto editoriale curato e promosso con la stessa cura del suo equivalente rilegato, non è conciliabile con un prezzo di cinque euro o poco più.

  7. Faccio notare a tutti che esiste anche il Progetto Gutenberg, il cui sito (www.gutenberg.org) è pieno di file gratuiti di diversi formati.

    Sono presenti le opere di numerosi autori italiani in lingua italiana.

    Tutte le opere sono gratuite perchè sono scaduti i diritti d’autore (secondo la legge USA).

    Buona lettura!

    • elena asteggiano says:

      grazie silvio, sì, mentre questo post affronta le risorse in Rete che vendono ebook, volevo giusto dedicare un altro post alle risorse gratuite e in quell’occasione parleremo insieme del Progetto Gutenberg. :-)

  8. iscarlets says:

    Inizio a buttare giù alcune considerazioni. Di sicuro sono cose già dette più volte, ma magari possono servire come sintesi.

    - il modello di businnes dell’editoria è b2b. passare a b2c è molto più difficile, anche solo come forma mentis, di quanto si possa credere.

    - questa ovviamente non è una scusante, nè una giustificazione possibile. ai lettori non importa, e dal mio punto di vista non dovrebbero nemmeno percepire il passaggio, se non in termini di benefici. i panni sporchi, come si dice, si lavano in casa.

    - è vero, non ci sono spese di stampa, trasporto, magazzino, e non ci sono nemmeno le rese. Ma ci sono le spese per mettere in piedi un minimo di struttura, quelle per i fornitori (la produzione, specie nei grandi gruppi, è esterna), per la distribuzione, il marketing. e ci sono i costi più strettamente editoriali: editing, bozze, revisione, messa in pagina del pdf.

    - l’hanno detto anche all’ultimo TOC: produrre un ebook non è economico come si crede. Specialmente se si cerca di mantenere standard minimi (ma proprio minimi)di qualità.

    - la distribuzione digitale serve. la fa anche l’eroe buono Tombolini, con Stealth. Serve almeno per ampliare il mercato e per almeno altri tre motivi: non si possono inviare a decine di negozi decine di ebook con una email e tramite ftp. bisogna mantenere un database aggiornato. bisogna sapere dove sono i nostri ebook e non svegliarsi tra dieci anni con file sparsi in mezzo mondo.

    - i prezzi scendono se il mercato si allarga e per allargarlo servono più titoli (tra le altre cose). dunque bisogna rimettere in gioco la backlist. cosa che si farà quando le case editrici si ricorderanno dove sono i loro impianti (sempre che non siano stati gettati) o ancora peggio i loro impaginati in indesign o xpress. è l’esternalizzazione, baby.

    - amazon (e apple, non sono sicuro che lo stesso valga per google) possono fare politiche di prezzo estremamente aggressive perché sono oligopolisti. lavorando con grandi volumi di prodotto puoi vendere anche sottocosto e continuare a guadagnare, o poi andare in perdita da una parte per rifarti dall’altra, e aumentare il numero di clienti. non che sia un problema, ma spesso lo si dimentica.

    - infine. tutto queste considerazioni smettono di essere valide nel momento in cui i lettori desiderano pagare un ebook al massimo 9.99. Se queste sono le condizioni di crescita imposte dai lettori, l’industria editoriale deve andare in quella direzione. smetterla di lamentarsi e farlo in fretta.

  9. Iscarlets: sono perfettamente d’accordo coi punti che sollevi (specialmente per quanto riguarda il paradigm-shift tra B2B e B2C – che è un aspetto sottovalutatissimo – e il costo di produzione di un eBook – che se vuole essere un prodotto valido richiede competenze e tempo, che non sono sempre nella disponibilità di un editore), fuorché l’ultimo. Se le condizioni di crescita del mercato imporranno un eBook a due spiccioli, l’industria editoriale reagirà come qualsiasi altra industria: tagliando qualunque voce di costo. Magari qualcuno ci vedrà la Magica Mano Invisibile del mercato, ma io ci vedo un futuro di scelte editoriali massificate, di mercato in mano ai libri-brand, di cura editoriale azzerata (succede già col cartaceo; figurarsi cosa può accadere in digitale) e di ulteriore domanda al ribasso da parte del lettore.

    Possibile che la qualità del prodotto – cartaceo o digitale che sia – non rientri mai, ma proprio mai nella considerazione dei lettori?

    • elena asteggiano says:

      @gabriele, grazie per gli spunti che mancavano alla discussione. Cerco di rispondere a entrambi i tuoi commenti.
      I costi di stampa, sai, non penso siano sopravvalutati, certi tipi di stampe, di stampe su copertina e poi tutto il confezionamento sono davvero costosi (in una delle mie precedenti vite, quando lavoravo in una rivista mensile, ricordo che il quartino colore – quindi un foglio a stampa ripiegato a dar vita a 4 pagine – a chiusa del numero della rivista in bianco&nero costava più di tutto il paginato di un centinaio di pagg. in b/n! ).
      Hai decisamente ragione nel dire che produrre un ebook “vero” (anche se sul termine “vero” temo che ognuno abbia le sue idee perché il paradigma dell’ebook è ancora tutto da definire) non è conciliabile con un prezzo di 5 euro (non dimentichiamo poi che sull’ebook grava ancora l’IVA del 20%, mentre l’aliquota sul libro a stampa è più bassa). Hai ragione e se noti, in questo momento, l’impegno editoriale va tutto alla conversione in ebook, ma poco alla progettazione degli ebook, e questo la dice lunga sul fatto che stanno uscendo molti testi elettronici, ma la più parte non sono “veri” ebook.
      Riguardo alla qualità del prodotto: per lungo tempo ho creduto che i lettori con la loro visione critica si rendessero conto se quello che viene loro venduto sia un libro (o un ebook) di serie B. E si rifiutassero di comprarlo quando la qualità (anche solo tipografica) mancava. Ora non ci credo più. Certi prodotti di bassa lega fanno i numeri e quindi evidentemente il lettore non si accorge o gli va bene lo stesso per quel che ha pagato. Forse anche nei libri per i grandi numeri vale la cultura di certa tv-trash.

  10. iscarlets says:

    @gabriele in realtà lo scenario che tu prospetti è evitabile, ma richiede nuovi modelli di businnes. si può ridurre il prezzo finale senza sacrificare su organico e qualità fornendo ai lettori un ecosistema che vada oltre il semplice acquisto del prodotto, ma che coinvolga, ad esempio, social reading, enhanced books (sui quali si aprirebbe un altro lungo discorso ma che penso siano sensati per alcuni progetti mirati), accesso ai contenuti via subscription, autopubblicazione (tipo narcissus di simplicissimus) eccetera.

    ovviamente tutto questo richiede di tornare al punto uno (da b2b a b2c) e rendere perfetto il servizio al lettore. in definitiva un cambio di mentalità, ed è qui che sta la difficoltà vera.

    • elena asteggiano says:

      @iscarlets, bentrovato qui nel blog direttamente dai nostri contatti su Twitter! :-)
      E’ vero che l’editoria lavora molto business-to-business e non ha ancora introiettato l’urgenza di lavorare business-to-consumer.
      Guarda quante volte, anche solo per invii di marketing, nella tua casella annunciano gli ultimi libri usciti e scrivono tramite un indirizzo
      noreplay@io-editore-ti-scrivo-ma-non-voglio-tu-mi-risponda-mai.gulp!
      E’ sintomatico di aziende che non vivono la Rete e il Cluetrain Manifesto. Il cambio di mentalità è ancora lontano.
      Concordo con te sul fatto che produrre un ebook non è economico come i più credono e forse anche da qui derivano molti errori nel decidere i prezzi (ma anche errori nella scelta dei titoli che diventano ebook).
      I prezzi poi possono scendere solo se il mercato si allarga, è vero, ma a quale rinuncia per i contenuti? Ora vedo troppa fretta per far convertire tanti titoli, ma non c’è una riflessione sotto, è una rincorsa contro il tempo per aggiudicarsi fette di un mercato nascente e questo non fa bene ai contenuti (curati come release, forse e non sempre, ma non più editorialmente).
      Sai che cosa occorrerebbe? Un’alleanza tra editoriali e informatici che imparino a lavorare insieme al paradigma dell’ebook, disegnare un modello che non faccia naufragare il libro digitale nella fretta. Se i lettori incontreranno nell’ebook un libro di serie B, stai pur certo, penseranno che l’ebook è un grande flop.
      Per il prezzo 9,99 posso farcela, ok (anche se lo amerei più basso). Editori, dunque, tutti d’accordo?! però a questo punto saltiamo un altro ostacolo: confezionateli anche senza troppi DRM, please. ;-)

  11. Sono abbastanza d’accordo con la tua analisi, a mio parere però manca un aspetto in tutto questo, che è spesso tralasciato perché di difficile ponderazione, ossia l’aspetto della strategia di mercato globale.
    Un recente articolo ( http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/14875/ebook-com-e-andato-il-primo-anno/ ) che avrei voluto linkare come post a sé stante, illustra come potrebbero esserci specifiche motivazioni di strategia a lungo periodo nel mantenere artificialmente alto il prezzo dell’eBook rispetto al cartaceo, tra cui, non da ultimo, la paura della pirateria.
    Difficile ponderare quanto sia di vero, di verosimile, di illazione e di fantasia, però credo che quest’argomento non sia del tutto separabile dall’altro “caldo” argomento dell’editoria, la legge, ormai in dirittura di arrivo, sugli sconti applicabili sui libri. Non credo che si possano dividere i due argomenti senza perdersi alcuni aspetti assolutamente importanti.

    • elena asteggiano says:

      ciao federico :-)
      c’è del vero – e a conferma bastano le recenti perquisizioni ad alcuni editori da parte di UE per presunti cartelli sui prezzi ebook -, ma andrei molto cauta nell’individuare una vera e propria strategia di affossamento del libro elettronico. Certo è un discorso molto complesso quello che indichi sulla legge per l’editoria, e penso proprio che qui in Italia si seguirà il modello già in atto in Francia.

      • elena asteggiano says:

        solo un link che riguarda la legge sul prezzo del libro alla quale ha accennato Federico e la precisazione che mentre in Francia si è sul 5% di margine di sconto qui in Italia il testo di legge in approvazione parla del 25% e del 15% per categorie diverse come potete leggere qui
        http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/

  12. iscarlets says:

    @federico i prezzi alti servono secondo me a: evitare di svalutare il libro, considerato oggetto di culto e a cui non si applica la distinzione costo del prodotto / valore dell’opera; tenere tranquilli autori e agenti, che vogliono continuare a prendersi percentuali simili a quelle del cartaceo e che non pensano che facendo pagare meno venderanno meno (cosa incomprensibile; a frenare il mercato.
    Frenare il mercato ha due utilità: nel caso gli ebook si dimostrassero un flop, per non rimetterci soldi e quote del mercato cartaceo. nel caso contrario, per avere il tempo necessario a gestire la transizione (che è davvero molto complessa, e coinvolge attori che spesso vengono ignorati).

  13. iscarlets says:

    @federico, errata corrige: e che pensano che facendo pagare meno venderanno meno (cosa incomprensibile)

  14. @antotris says:

    Ciao,
    D’accorto con tutti voi sulle politiche in parte sbagliate dei prezzi e i deterrenti alla crescita del mercato ebook. Vorrei però spostare l’attenzione sul titolo del post, e cioè su dove si comprano gli ebook. Che cosa preferisce un potenziale acquirente: uno store dedicato, che in questa fase agli ebook dedica attenzione di contenuti, suggerimenti e anche qualche sconto, o una libreria online “tradizionale”, in cui acquistare anche altri prodotti? Poter inserire più prodotti all’interno dello stesso carrello e fare un unico check-out (quando lo si può fare, non tutte le librerie online ci sono ancora arrivate) fa la differenza, o a chi compra ebook importa poco comprare anche altro? Ve lo chiedo perché noto che per me, acquirente decennale in librerie online (anche perché ci lavoro), il comportamento di acquisto cambia: quando acquisto ebook acquisto solo ebook e tendo a non acquistarne più di uno alla volta, mentre quando acquisto libri accumulo. La cosa non è necessariamente legata al raggiungimento di una soglia per avere la spedizione gratuita, con Amazon prime ho eliminato il problema, ma credo che riguardi la diversità di uso e “collocazione” che si fa dei libri di carta rispetto ai libri elettronici: i primi li accumulo, li posso guardare e collocare fisicamente anche mentre aspetto di leggerli. i secondi li divoro e basta. Se voglio accumulare, lo faccio solo saricando samples da Amazon: sono gratuiti, e mi danno un’idea del libro senza averlo acquistato. Voi quali stores preferite, e quanti ebook tenete nella libreria prima di leggerli?

    • elena asteggiano says:

      @antotris (via Twitter!) benvenuta, e soprattutto grazie per riportarci al topic (stavamo esagerando nell’analisi, vero?).
      in effetti, quando compro ebook preferisco l’ebookstore dedicato perché mi sembra meno macchinoso arrivare all’ebook che mi interessa e forse le info su Drm, formati e altro le organizzano in maniera più ordinata (o a me pare così). Nelle librerie on line mi dà invece un poco fastidio dover cercare per sezioni, da una parte il cartaceo e da un’altra il digitale: vorrei poter scrivere il titolo e avere in rassegna tutti i prodotti che a quello corrispondono che siano carta, pdf, epub, mobi. per gli ebook compro uno alla volta e forse in maniera più impulsiva (della serie tanto basta un click e lo leggo subito), mentre i libri a stampa li corteggio di più creando una cartella “desiderata” tra i miei preferiti e poi un bel giorno decido di ordinarli quando ne ho un bel numero e ho confrontato prezzi e offerte on line.
      per onestà devo anche però dire che mentre di rado lascio un libro a metà, gli ebook mi capita di dimenticarli in disordine su chiavette, rimandare di catalogarli con tanto di metadati e quindi alcuni li leggiucchio solo, ma poi li abbandono. E capita spesso quando inciampo in qualche refuso o qualche vedova o orfana nella pagina che mi fa venire il nervoso (ma questa è deformazione professionale).

  15. @nascpublish says:

    Concordo con quanto già detto da Elena e iscarlets.
    Sul costo ebook pesano alcuni elementi:
    1. che al momento la trasformazione del libro in epub/mobi ha tempi di lavorazione ulteriori e che questi devono incidere sul costo di copertina. Non basta un clik per cambiare formato. Bisogna lavorarci (soprattutto per tabelle e immagini). Non ho la stampa è vero, ma ho 1-2 lavorazioni e controlli in più da fare. Tra l’altro non è detto, solo a titolo esemplificativo, che la conversione “automatica” da epub a mobi sia sempre perfeta, quindi un occhio bisogna buttarlo sul testo;
    2. che la distribuzione tiene comunque una propria percentuale, spesso più bassa rispetto a quella cartacea, ma non così bassa da dimezzare il prezzo di listino;
    3. che il peso/prezzo è dato anche dal lavoro che ha richiesto un testo. Se passo un anno a lavorare su un libro e ho tra le mani un manuale tecnico o scientifico che pesca i propri lettori da una nicchia, non posso farlo pagare 9 euro, perchè devo rientrare dei costi di produzione e devo pagare anche il lavoro degli autori che su certe pubblicazioni passano le nottate a correggere e aggiornare dati.
    Detto questo, sono personalmente convinto che l’editore sia per natura attento – o deovrebbe esserlo – ai contenuti e che il veicolo su cui questi sono trasportati (comrpeso il costo del veicolo stesso) sia un aspetto centrale ma non esclusivo.

    @antotris Ammetto di essere un compratore d’impulso o pigro. Anche con gli ebook compro a blocchi. Amazon lo sfrutto come te per le anteprime, almeno per il momento :)

    • elena asteggiano says:

      @nascpublish bene, ci hai raggiunti nella discussione :-)
      Le tue osservazioni sui prezzi dei manuali scientifici sono quanto mai corrette. In effetti i prezzi di cui abbiamo parlato finora riguardano il trade, cioè narrativa e saggistica. La scolastica, includendo nel termine anche le pubblicazioni universitarie e di formazione professionale, deve per necessità ragionare su prezzi più alti, e questo aspetto l’avevamo trascurato (di solito non si tratta di puro “testo a correre” ma di contenuti che richiedono lavorazioni molto accurate e comprendono tabelle, illustrazioni, didascalie, insomma elementi non certo esornativi rispetto al testo di trattazione vero e proprio).
      Davvero come dici tu “Non basta un click per cambiare formato. Bisogna lavorarci.” e io aggiungo “lavorarci redazionalmente” perché il successo dell’ebook dipenderà non solo dalle scelte informatico-tecnologiche ma dalla cura editoriale, dalla veste grafica, dal rispetto di norme tipografiche che hanno educato l’occhio del lettore negli ultimi cinque secoli e mezzo, cioè da Gutenberg a oggi. Insomma, non se ne può prescindere pensando di risolvere tutto in un click automatico.

  16. Da lettrice (accanitissima), e da lettrice (sempre accanitissima) sia di ebook che di libri, non posso che prendere atto di tutte queste spiegazioni che trovo chiarissime se non addirittura illuminanti.

    Il problema però e, in parole semplici, che se la versione digitale di un libro che desidero leggere costa poco meno della versione cartacea, io non lo compro. Sicuramente approfitto delle offerte e delle promozioni, ma sono ancora indissolubilmente legata al cartaceo e i motivi per cui leggo in digitale sono 3:

    1- come booksblogger posso ricevere e leggere gli ebook più velocemente ed economicamente rispetto ai libri (le case editrici ormai inviano senza nessun costo i pdf o gli epub da recensire.

    2- se un titolo in ebook costa meno del libro di carta

    3- se un titolo esiste solo in ebook

    Ma la maggior parte dei lettori, in questo momento di caos editoriale, guardano soltanto la convenienza: quanto costa l’ebook? Soltanto 2 euro meno del libro? E allora nisba.

    Credo che il ragionamento credo sia più o meno questo.
    Siccome però ogni tanto qualcuno ci illumina (ed è il caso della brava autrice di questo post), allora non ci resta che aspettare e sperare.

    Inutile dire che concordo con elena anche per quel che riguarda il DRM (l’eliminazione sarebbe apprezzata da tutti, credo).

    Ultima cosa: preferisco gli ebook store (in particolare Bookrepublic) perché sono più…ordinati?

    Grazie a tutti per queste belle spiegazioni e per questa bella chiacchierata virtuale :)

    • elena asteggiano says:

      @camillacan: ciao e grazie del vostro lavoro di librisulibri.it
      certo le tue riflessioni partono da una posizione di privilegio, come blogger hai sottomano gli ebook direttamente dagli editori, un po’ come capita a noi per gli ereader che chiediamo in visione ai produttori per recensione.
      Quando uno invece si mette nei panni del lettore medio – che comunque è già un lettore 2.0 se prende in considerazione l’acquisto di un ebook – si rende conto che deve esserci uno scarto di prezzo significativo per preferire il digitale alla carta (la ‘tecnologia’ dell’oggetto libro ha ancora i suoi vantaggi).
      Sui DRM preciso solo che non ho parlato di eliminarli, ma di confezionare gli ebook “senza troppi DRM”, nel senso che ben vengano per esempio i social DRM, eventualmente anche i DRM a tempo (penso soprattutto al prestito bibliotecario), ma non i lucchettoni che rendono difficile la fruibilità al lettore (che l’ebook l’ha onestamente comprato e pagato), ma sono illegalmente apribili da un provetto smanettone.

      • Mamma mia che argomento spinosissimo che hai toccato!
        Per chi ha voglia di approfondire, consiglio di seguire il problema dei DRM sul software e sui videogames in particolare, facendo in particolare riferimento alle giustissime recriminazioni di chi compra regolarmente un gioco e poi si trova impossibilitato o limitato ad usarlo per colpa dei DRM! successo tante tante volte, si veda il flop clamoroso di alcuni sistemi (mi pare fosse steam), con i server giù e milioni di giocatori “legali” bloccati…

  17. I libri si riescono ad avere anche con lo sconto, gli ebook no.
    Con queste differenze di prezzo indovinate che cosa è più facile comprare?
    Nessuno ha calcolato che poi bisogna avere il lettore digitale la cui scelta è un vero ginepraio inestricabile e i cui costi vanno sommati all’ebook!

    • Hai ragiuone, perdona l’errore: quando parlo di DRM intendo sempre quelli invasivi, ma ben vengano i social DRM che invece non lo sono per niente.

      Per quanto riguarda la posizione di prvilegio, è vero solo in parte perché
      1. non tutte le case editrici mandano libri
      2. si parla solo di novità. il resto lo acquisto da sola (o vado in biblioteca)

      Insomma, diciamo che come lettrice voto per gli ebook store, per i social drm e per prezzi più bassi ;)

  18. elena asteggiano says:

    gino, è vero, per ora niente sconti sugli ebook. ma temo che i margini forse non ci saranno neppure per quando il mercato sarà più maturo.
    per gli ereader è un ginepraio ma se uno valuta le sue necessità di uso riesce a scegliere un modello che va bene per sé e anche le cifre non sono più quelle di due anni fa quando per comprare un iLiad dovevi sfogare 600 euro. ;-)

  19. Come editore digitale (quintadicopertina) quoto le affermazioni di @nascpublish sul costo della digitalizzazione, soprattutto per noi che nasciamo in digitale e non possiamo limitarci alla mera digitalizzazione di un testo già in catalogo. Se i lettori però la pensano come @camillacan, quelli sono i prezzi cui ci dobbiamo attenere!

    E’ vero che la filiera editoriale ti sottrae una buona percentuale, ma non è l’unico modello da adottare (noi sugli store esterni vendiamo meno del 15-20% del totale più o meno, vado a memoria). Esserci è importante per i lettori come Elena o Camillacan che lo hanno come luogo di riferimento. Ma il resto la fa la community intorno al sito e al nostro store, e magari anche canali di vendita alternativi: chi ha detto che per vendere un ebook di cucina non possa farlo da un sito di cucina anziché di libri? Qui magari trovo lettori che digitali non lo sono ancora, ma sono interessati ai temi che trattiamo… e con loro conversiamo solo ed esclusivamente di cucina, mica di editoria;)

    • elena asteggiano says:

      benvenuta averame :-) molto interessante questo andare da parte di quintadicopertina verso community per le quali un determinato titolo può funzionare. Certo richiede un impegno a 360° come esperti di social media, ma immagino che per un editore “100per100 digitale” fa certo parte del suo abitare la Rete.

    • @antotris says:

      @maria cecilia, d’accordissimo con te sui canali di vendita alternativi a quelli tradizionali. Tra l’altro, anche per la promozione dei titoli gli ebook si stanno già differeniando dai libri: nessuno store online attiva le promo comunicando un codice su twitter o fiendfeed, come stanno facendo, ad esempio, bookrepublic e simplicissimus, ma qui credo che siano gli stores a essere un po’ come i grandi editori di fronte alla digitalizzazione, cioè più lenti. Passando ai prezzi: altro elemento che li rende spropositati agli occhi del lettore è la dificoltà che spesso si incontra di fronte al download e all’apertura dei files sul proprio device. Da una parte i DRM, dall’altra i dispositivi, che non sono tutti uguli, e che spesso non sono intuitivi, possono creare nel neofita degli ebook un disagio enorme, e rendono ingiustificato il prezzo alto del prodotto. Sentirsi chiedere il rimbroso per non essere riusciti a scaricare il file o non essere riusciti ad aprirlo correttamente è un cosa che capita, e questo certo non aiuta il mercato a crescere…

      • elena asteggiano says:

        @antotris, va già bene che ti chiedono il rimborso dell’ebook e non ancora se glielo puoi inviare in contrassegno! ;-)
        sì, i dispositivi dedicati, cioè gli ereader a inchiostro elettronico, per quanto non lo si voglia ammettere non sono ancora così immediati nell’uso, il target cliente è lo smanettone. I DRM poi complicano molto la vita e librerie on line come pure ebookstore non hanno ancora una catalogazione ben chiara per i formati ebook.
        c’è più di un esempio di titoli che escono in carta + file di diversi formati ma lo stesso editore pare non averne coscienza e sul sito trovi solo il pdf, ma non l’epub (non faccio nomi ma ne avevo fatto segnalazione su @redattore). ancora adesso di questo titolo ci sono store che vendono solo il pdf e il cartaceo: esiste anche l’epub ma in un cortocircuito tra produzione, marketing e codici eISBN che non si è ancora compreso come possano essere più di uno per uno stesso titolo… quel determinato formato di ebook pare non esistere.

  20. Martin Sileno says:

    siamo ancora ai primi passi, e si vede tanta confusione e, ahimè, anche prezzi decisamente poco concorrenziali. per ora ho acquistato solo due ebook, rigorosamente con social drm.
    E’ pur vero che i costi di digitalizzazioni ci sono e si fanno sentire, ma per il lettore il valore percepito di un bene come l’ebook è di gran lunga inferiore al suo corrispettivo cartaceo. Quindi non lo compra e sceglie il cartaceo o, peggio ancora, si rivolge alla pirateria.

    Comunque dando uno sguardo in giro l’impressione è che le piccole case editrici si stiamo muovendo meglio dei “colossi”, e questo mi fa ben sperare

    • elena asteggiano says:

      martin sileno “il valore percepito di un bene come l’ebook” non vince ancora la partita con il cartaceo perché le persone lo vedono come immateriale.
      Ma vedrai che tra qualche anno si potrà regalare un ebook (regalare un file?!) e nessuno si stupirà più. ;-)

  21. permettetemi alcune considerazioni da profano. un libro cartaceo costa diciamo 10 euro per fare cifra tonda, in questo prezzo sono compresi oltre ai costi editoriali anche la stampa, il costo effettivo della carta, il trasporto e tutte le paghe mensili dei dipendenti della libreria. lo stesso titolo in digitale non può avere un prezzo uguale o appena inferiore, ci sono troppe voci da togliere alla filiera ed ai costi fisici per giustificarlo, un ebook una volta prodotta la prima copia digitale è di fatto a costo zero per quanto riguarda il file, non c’è carta, non c’è stampa, non c’è trasporto e manca tutti il personale della libreria e la libreria stessa con i suoi costi di esercizio. un ebook dovrebbe costare meno della metà di un libro cartaceo per rappresentare qualcosa di concorrenziale ma si sà, i polli vanno spennati per bene soprattutto quando la tecnologia è giovane e si può puntare sul fascino della novità.
    tutto questo non fa altro che spingere gli utenti a piratare i titoli andando di fatto ad azzerare gli introiti degli editori che vedono sfumare le vendite sia digitali che cartacee e faranno la fine delle case discografiche che continuano a proporre prezzi assurdi per un cd musicale a fronte della possibilità delle persone di scaricare (illegalmente ovviamente) la stessa musica gratis. sono ben pochi quelli che tra zero spesa e minima spesa scelgono quest’ultima, una fetta troppo esigua per mantenere strutture commerciali complesse e di vecchio stampo. io sono contro la pirateria e a favore della cultura ma sono anche una persona che guarda il mondo con occhi disincantati e la vedo nera per gli editori, ciechi nella politica dei prezzi e suicidi a fornire agli utenti dei file che sanno già che per quante protezioni possano inventarsi verranno comunque diffuse in massa nei canali secondari.

    • Elena Asteggiano says:

      anch’io sono contro la pirateria, thomas, ma temo che gli investimenti per allestire DRM siano molto più ingenti di quelli destinati a una sana educazione alla lettura. Per questo forse hanno la meglio la duplicazione selvaggia dei file e dei libri in fotocopia.
      Sai, forse i prezzi alti si potrebbero anche motivare se l’ebook ti viene venduto insieme a tutto un ambiente on line di informazioni, integrazioni, geotaggature, espansioni di contenuto, e non so che altro. Ma per ora l’ebook esce molto scabro perché si è agli inizi di un mercato e molto attendismo domina gli investimenti. Poi ci sono editori coraggiosi, ma quello è un altro discorso (o forse è proprio questo, fate voi).

  22. nascpublish says:

    chi vuole scaricare illegalmente un libro, lo fa al di là del prezzo del libro stesso, come dimostra l’esperienza nel settore musicale. Crescono le offerte, gli mp3 li trovi su più portali, posso comprare il singolo brano a 0,99 euro e comunque il download pirata non accusa colpo. Perchè? Perchè quel che è gratis vince sempre. Poi è vero che più il prezzo è alto, più la scusa per scaricare si rafforza.
    Non c’è carta, non c’è stampa, non c’è la libreria, ma:
    1. il distributore (per intenderci, il portale che vende ebook) non lavora gratis;
    2. il lavoro sul testo cresce per ogni formato che creo in più e sono richieste nuove competenze e quindi investimenti (es. xml, docbook, ereader ecc.);
    3. un editore deve per lo meno rientrare dei costi (e fare del profitto, altrimenti non può continuare a fare il proprio lavoro e quindi chiude);
    4. la qualità ha un prezzo in tutti i settori. Non capisco perchè il concetto valga, per esempio, per le magliette o i giocattoli per bambini e non per la cultura.
    Diciamo che, proprio a calcoli grossolani, il 30-40% del costo di listino se ne vada via in carta, stampa, libreria ecc., consideriamo in sotituzione il lavoro in più da fare, l’aumento dell’IVA (dal 4% al 20%) et voillà abbiamo la proporzione del costo libro-carta vs. ebook. Il libro, per lo meno quello tecnico, legato alla formazione scientifica o quello del medio-piccolo editore, non può scendere più di tanto, altrimenti gioco in perdita. Almeno in questa fase. Nel prossimo futuro molte cose cambieranno. Si parla di prestito, di possesso e non di proprietà del libro, di servizi aggiuntivi a parte: campi interessanti che contribuiranno a gestire meglio il prezzo per l’utente finale.
    Insomma, se son rose, fioriranno…
    P.s. DRM rigido brutto, DRM cattivo! Meglio il social DRM

  23. Ma… tutti questi epub piratati?
    Il libro è una cosa particolare. Io leggo libri, diciamo così, di nicchia o molto complessi; sinceramente è la curiosità dei contenuti che mi spinge a comprarli. Di un autore sono amico su FB e non gli piraterei nulla, soltanto il piacere che mi da la sua lettura mi impedisce di fargli un torto.
    Gli autori,piuttosto dovrebbero essere più disponibili con i lettori.
    Il paragone con la musica non regge, lì c’è uno star system, un’industria particolare legata all’ultimo brano che poi non venderà più. Le musiche sono spesso ridicole e non valgono neanchè l’elettricità consumata per ascoltarle.
    Il libro ti cambia, qualsiasi cosa tu legga. La pirateria mi pare un pericolo molto remoto.

    • Elena Asteggiano says:

      gino se però cerchi qualche bestseller in rete lo trovi via torrent, P2P, emule, e se non l’ha messo in commercio l’editore vuol dire che sono tutte copie pirata.

  24. Il problema del “giusto prezzo” è un annoso problema che non può esimersi dal fare una serie di considerazioni.
    Primo, non bisogna confondere quello che noi vorremmo fosse il giusto prezzo da quello che può esserlo.
    La nostra “percezione” del mondo, soprattutto in fatto di prezzi, è quasi sempre sbagliata: mi ricorda l’esperimento citato nel libro di Vance, “I persuasori occulti”, in cui alcune massaie erano indotte ad acquistare una confezione doppia di un prodotto a 29 centesimi piuttosto che una confezione singola a 14. Fenomeno che, guardando attentamente al supermercato, si può riscontrare anche oggi.
    Secondo, la valutazione spannometrica di quanto meno costa un libro digitale rispetto a quello cartaceo è assolutamente sbagliata di principio per un semplice fatto, manca totalmente da quella che è la valutazione della diffusione.
    Secondo voi, a bruciapelo, costa meno un prodotto digitale che ha 1000 euro di costi di produzione fissi o un prodotto “fisico” che ne ha 10.000 più un costo variabile per pezzo pari a 3 euro? Ora che avete pensato la risposta, pensate se il rapporto il mercato fosse diviso in 100 copie digitali contro duemila copie cartacee.
    Un semplice fattore 20, enormemente sopravvalutato rispetto il mercato del libro, cambia completamente le carte in tavola.
    Questa semplicistica valutazione (spannometrica al massimo, visto che manca di un mucchio di fattori, non da ultimi gli investimenti, la quantizzazione dei costi[1], eccetera) vi fa capire quanto la nostra percezione del “giusto prezzo” sia lontana dalla realtà dei fatti.
    Aggiungiamo che in Italia c’è un sistema drogato, quello dell’editoria, che in più è del tutto nuovo al mercato digitale e deve ancora ammortizzare un mucchio di investimenti.

    Sulla questione pirateria potrei dilungarmi per ore; faccio solo presente a Gino però che come esiste musica spazzatura, esiste anche la letteratura spazzatura. Non separerei quindi i due settori, posto che è anche vero che gli autori di libri generalmente non tengono concerti.

    [1] Ovvero il fatto che tenere in magazzino un libro o mille costa uguale, ma tra mille e duemila il costo è diverso

  25. elena asteggiano says:

    interessante che quanti tra noi si sono espressi sui DRM non siano a favore dei DRM invasivi e propendano decisamente per i social DRM. :-)

  26. Qui si trovano e-book a prezzi più che accettabili. Forse qualche piccolo distributore l’ha capita meglio dei grandi…

    http://www.magazzino51.com/index.php/scheda/libro/9788865340523

  27. elena asteggiano says:

    piccola nota: è stata oggi lanciata la notizia che Simplicissimus store prende il nuovo nome di Ultima Books.
    … ma tanto voi lo sapevate già fin dal 7 marzo, data del nostro post, vero? ;-)

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  31. Mario Sciubba says:

    Ho comprato il reader 650 della Sony ed ho cominciato ad usarlo per svariati tipi di ebook,alcuni gratis(LiberLiber, Project Gutemberg eccetera), altri a pagamento (piuttosto salati se non sono classici fuori diritti d’autore).
    Tra l’altro ho comprato ‘Storia dei Greci’ di Montanelli edizione Rizzoli.
    Non ho mai visto un lavoro più sciatto di questo; errori tipografici a bizzeffe fanno capire che la casa editrice risparmia sui correttori di bozze che dovrebbero rivedere il testo dopo la conversione in epub.
    Ho letto ‘Jolanda’ di Salgari di LiberLiber ed anche li ho trovato errori, mai così tanti però, e con la differenza che LiberLiber è no-profit (tanto è vero che ho comunicato loro l’elenco degli errori trovati ed ho ricevuto un ringraziamento.
    Da Rizzoli nessuna risposta alla mia protesta

    • elena asteggiano says:

      mario, non conosco direttamente il titolo che citi. altri hanno scaricato questo ebook?
      la storia dei greci è questa http://tinyurl.com/6zfjc92
      tu hai scritto direttamente al servizio clienti ebook ( eBook@rcsdigital.it ) oppure a una mail generica?
      sai che cosa potresti dirci, se nel colophon è indicato chi ha curato la versione digitale o la conversione da testo a ebook (lo trovi, se c’è nella pag dove è indicato il copyright).

      • Mario Sciubba says:

        ad Elena Asteggiano
        ———
        1.il libro è quello che citi, da cosa vedo se altri hanno scaricato il libro?
        2.ho scritto all’indirizzo che citi,
        3.non ho trovato ne’ in testa ne’ in coda le informazioni di cui parli.
        Può essere un’indicazione in più della sciatteria della Rizzoli?

        • elena asteggiano says:

          mario, la domanda se altri avessero scaricato il tuo stesso ebook era rivolta alla Rete, magari qualcuno poteva confermare o smentire le tue critiche al testo.
          riguardo alle informazioni di chi ha digitalizzato l’ebook, non è detto che il colophon le preveda: ci sono colophon molto dettagliati e altri invece quasi “muti”, che dichiarano solo i dati obbligatori per legge.

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